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chiacchiere in sala d'attesa

Stamattina sono andato dalla dottoressa per farmi fare la carta per gli esami del sangue, che ogni tanto fan mica male, e per fare incetta di ricette su ordine di Nonno e Nonna, che ormai pare si nutrano a pillole.

In ogni caso, entro nella sala d'aspetto e chiedo quando sarebbe stato il mio turno, per poi sedermi su una sedia a leggere un libro molto bello, ma veramente molto bello.
Nonostante l'ora però, in sala d'attesa si ciacolava amabilmente di questo e di quello, di cosa farà la Clerici e di cosa farà non-ho-capito-chi. Al mio fianco una maestra elementare, di fronte a me una liceale (con un terribile smalto verde fluo, in condivisione con la madre - evidentemente scriteriata).
Allora scatta la domanda della loquace maestra: "quest'anno quando cominciate?"
E la ragazza risponde che non si sa, che ci sono un po' di casini con la riforma, che devono accorpare le classi, eccetera eccetera. Il solito bordello da riforma della scuola Gelmini's Style.
Poi la maestra comincia a parlare di una cosa, che io non sapevo affatto e che mi è parsa un'enormità (premetto che la maestra in questione non mi è sembrata un'aquila o una volpe in generale, ma trattandosi del suo stesso lavoro tendo a fidarmi... se potete smentire però vi prego di farlo).
Praticamente l'allegra donzella diceva che sono stati dati degli incentivi agli studenti che decidevano di passare dalla scuola pubblica a quella privata. Cioè. A dire della maestra il Governo ha PAGATO studenti per passare al sistema Privato, gli ha fatto lo sconto sulla retta (e si sa che il figlio dell'operaio il privato non se lo può permettere neanche con gli incentivi).

Vi prego, ditemi che ho capito male. O che ha capito male la maestra elementare. O che è una stronzata. Accusatemi di essermela inventata per screditare il governo.
Basta che smentite.

Pubblicato il 24/8/2009 alle 16.49 nella rubrica Politics.

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