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Autobiografia tragicomica
prede e predatori
post pubblicato in Politics, il 23 agosto 2009
Non amo scrivere di fatti di cronaca. Non mi piace perché questo blog non è nato per dare notizie (in realtà non so bene neanche io per quale motivo sia nato). E cerco di evitare se possibile riferimenti a fatti di cronaca, a parte qualche eccezione.
Questo post nasce da una riflessione che mi frulla in testa da un bel po' di tempo, ma che oggi si concretizza sotto forma di parole in seguito alla cosiddetta "goccia che fa traboccare il vaso". Ovvero la notizia dell'aggressione di stanotte. Se non sapete nulla cercate sui quotidiani nazionali dove vedete scritto "gay aggrediti" o qualcosa del genere. Probabilmente lo troverete tra le notizie secondarie, dopo fatti ritenuti più importanti. Sicuramente esistono fatti da ritenere più importanti. Un'aggressione tra mille, che vuoi che sia.
Non è un'aggressione tra mille.
Si tratta di un grave episodio di discriminazione. Che sia stato commesso da un pregiudicato o da un bravo padre di famiglia, la cosa non è rilevante. Ma è rilevante il fatto che due persone sono state picchiate e ferite a causa delle loro preferenze sessuali. Anzi, non è rilevante. Di più.
E ancora più rilevante, a mio parere, è la reazione dei presenti riportata dalle testimonianze. Nessuna reazione. Risate dai "compari" dell'aggressore e l'invito ad andarsene da parte del proprietario del gabbiotto dei panini, un soccorritore lasciato solo e una quantità di persone a far niente.
Questo far niente è il vero problema. Il fatto che ogni giorno, un po' alla volta, ci viene tolta un po' di libertà, e che non ce ne accorgiamo. Anzi, presi da una specie di sindrome di Stoccolma adoriamo il nostro aguzzino. Ma l'aguzzino non ha responsabilità, fa quello per cui è nato. Le vittime invece no.
Nell'ordine naturale delle cose il predatore caccia la preda, ed è nella sua natura. Ma nella natura della preda sta l'istinto di conservazione, lo scappare, il reagire.
Noi siamo animali, in quanto esseri umani. Ma, in quanto esseri umani, siamo animali dotati di intelletto, in grado di discernere il bene dal male. Di solito, almeno.
Mi guardo intorno e vedo persone che non sono in grado di capire. Non ci riescono. Pensano ai fatti propri, il loro sguardo non va al di là della loro sfera strettamente privata e non comprendono le potenziali conseguenze del loro disinteresse. L'antilope bruca l'erba nella savana. Quando il leone arriva, l'antilope smette di mangiare e scappa. Se poi il leone è più veloce, sono cazzi dell'antilope, ma se si accorge per tempo del pericolo riesce a sfuggire al predatore. Se il leone uccide l'antilope non è certamente colpa del leone, che non sta facendo altro che il suo dovere.

Oggi in Italia siamo messi così: la maggior parte della popolazione è come una preda sorda, cieca e muta. Non si accorge del pericolo. Il predatore, che di natura è quello che è, non può far altro che approfittarsi della situazione. Sarebbe un idiota, no?
Non è colpa dei governanti, dei mafiosi, dei delinquenti. Loro sono così. Sono delinquenti. Che devono fare a parte delinquere?
Siamo noi, che non reagiamo e non ci accorgiamo di un cazzo.

Ci stanno togliendo la libertà di stampa. Nessuno fiata.
Ci stanno imponendo una religione di Stato. Nessuno fiata.
Ci stanno facendo il lavaggio del cervello. Nessuno fiata.
E quei pochi che fiatano vengono sentiti solo dalle persone che hanno orecchie per sentire, perché il più delle volte un lamento cade nel vuoto più totale.
Ecco perché, a mio avviso, è colpa degli italiani se stiamo messi così. Perché gli italiani non si incazzano. E mi ci metto anche io in questa categoria, non sono meno italiano di altri.

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permalink | inviato da ScarletMilk il 23/8/2009 alle 18:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
letture
post pubblicato in Politics, il 19 agosto 2009
Ho finalmente trovato il tempo per leggere un libro che avrei voluto leggere un bel po' di tempo fa, Uomini che odiano le donne. Ma tra una cosa e l'altra, negli ultimi due anni non ho avuto modo di leggere nulla che non concernesse la mia tesi, per cui ora ho una lista decisamente troppo lunga di libri arretrati. Ho iniziato con "Stupori e tremori", di Amelie Nothomb. E poi al giallo di Larsson.
Per chi non l'ha letto: è una bella storia ben strutturata, che abbatte alcune immagini eccessivamente positive che noi terroni abbiamo della "perfetta" Svezia, ma che allo stesso tempo ci fa capire quanto siamo terroni (ed è questa la parte importante, che siamo buoni tutti a dire che anche loro hanno le loro magagne per giustificare le nostre).
Ad esempio, da quello che si può comprendere del paese scandinavo in questione, in Svezia un giornalista che dice la verità è semplicemente un giornalista e non un terrorista al servizio dei detrattori del personaggio di cui si discute. In Svezia Marco Travaglio sarebbe un giornalista molto bravo, non un controverso personaggio che si occupa di farsi i cazzi altrui andando a ficcare il naso in vicende giudiziarie che riguardano la vita politica del Paese. In Svezia Tanzi sarebbe andato in galera e avrebbero buttato via la chiave. Idem per Cragnotti e i furbetti del quartiere. Per non parlare dei politici. Posto che in Svezia un finanziere, editore e proprietario di tre televisioni, non si sarebbe mai e poi mai permesso di candidarsi alla Presidenza del Consiglio, qualora fosse accaduto sarebbe stato certamente oggetto di qualsivoglia analisi, minuziosa indagine e ficcanasaggio nei suoi affari "privati", dal momento che ormai di privato non avrebbero proprio nulla.

In Italia invece un personaggio controverso con un passato nebuloso fatto di ipotetici (ma mica tanto) contatti con la criminalità organizzata, proprietario di un'importante arma di deviazione del pensiero di massa nonché grande editore e comico a tempo perso, è diventato Presidente del Consiglio. E si lamenta se salta fuori che fa festini con minorenni, se trapelano informazioni dettagliate sulle sue perversioni varie. E si permette pure di minacciare chi tali informazioni le lascia trapelare, facendole diventare di dominio pubblico. Non solo, pretende pure di avere ragione e giustifica le sue orge come "semplici festini innocenti" criticando i vescovi, che fino a poco fa gli si inchinavano davanti - se pur con intenzioni differenti rispetto a quelle delle sue protette - anche per merito della sua politica clericale filocattolica.
E non lui solamente, ma buona parte della politica italiana si comporta allo stesso modo. C'è chi va a transessuali e poi in Parlamento vota da buon cattolico. C'è chi annuncia opposizione a leggi vergogna e poi quando è il suo turno (miracolosamente) di governare non fa nulla in proposito.
Ce n'è insomma per tutti i gusti. Chi più ne ha più ne metta.
La cosa che sconvolge non è tanto questa cronaca rosa sconcertante, ma l'atteggiamento degli italiani. I quali ingenuamente continuano a sorbirsi pacificamente e passivamente i tormentoni estivi del TG1 quando dice che bisogna bere molta acqua.
Intanto non si accorgono che negli ultimi giorni il governo ha chiaramente espresso la sua fede di Stato attraverso il Ministro Gelmini, nello scontro Governo/Chiesa - Magistratura sui docenti di religione.
Credo sia chiaro come il mio pensiero sia favorevole alla decisione del Tar del Lazio, ma è meglio scriverlo onde evitare fraintendimenti.
Perché un professore di una materia FACOLTATIVA, che non ha avuto accesso alle scuole tramite gavette e concorsi ma tramite nomina vescovile, che viene pagato più degli altri facendo un mestiere sicuramente meno pesante, dovrebbe entrare nel merito del voto finale di uno studente mentre non nel merito del voto finale di un altro?
Spiegatemelo e dimostratemi che non è discriminazione.
Bravi futuri ex-cittadini
post pubblicato in Politics, il 13 aprile 2008

Non sono morto, sono ancora vivo... stavo solo facendo le mie considerazioni per il voto e nel frattempo stavo anche portando avanti tre progetti contemporaneamente, andando avanti e indietro sull’autostrada del sole da Milano a Reggio and back. Orbene. Oggi sono andato a votare, da bravo cittadino responsabile. Una giornata decisamente grigia, che ha deciso di diventare anche piovosa quando sono uscito di casa per andare al seggio per mettere la croce su Walter. Sì, ho votato PD. Non perché ne sia convinto (io lo so che i bigottoni hanno tra le mani le palle dei laici), ma perché era l’unico modo a mio avviso per arginare i deliri del Nano (e i danni irreparabili che un nuovo governo del Nano potrebbe arrecare al mio paese). Credo che finirà in un pareggio PD-PDL, senza vincitori né vinti. Perché Walter ha fatto una campagna elettorale decisamente ottima e perché Silvio mi dà l’impressione di non volerle vincere seriamente queste elezioni. Ci sarà un 37% a testa più o meno, faranno una “grossa coalizione”, faranno una legge elettorale per cui i piccoli partiti se ne andranno a fanculo e rimarranno solo i due Big. Forse è un bene, se dal PD escono Binetti & Co. e ci entrano magari i Socialisti. Ovviamente sono mie previsioni, puramente personali (e ottimistiche). Vabbè. Io il mio dovere l’ho fatto. Vedremo cosa succede. Si sa mai che vinca Walter davvero. Si sa mai che invece vinca Silvio. In ogni caso ci sarà molto da fare, e se non lo faranno seriamente credo proprio che ci sarà un posto prenotato sul volo per Montreal. L’unica cosa che mi sta sui maroni è che adesso per andare a Montreal bisogna far scalo, mentre fino a un mese fa c’era il volo diretto da Malpensa.


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permalink | inviato da ScarletMilk il 13/4/2008 alle 17:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Le vane speranze della comunità gay (che sono poi quelle di tutti gli italiani)
post pubblicato in Politics, il 29 gennaio 2008

Lo so che è un post lungo e non lo leggerà nessuno ma oggi è così. Su www.gay.tv si ipotizza: e se fosse il centrodestra a fare le leggi a tutela degli omosessuali? Perché bisogna sempre guardare a sinistra? Ieri leggevo sul Corriere l’articolo citato nel sito, di Pierluigi Battista, che apre il “nuovo scenario” prendendo ad esempio le destre francese e spagnola. Ma l’articolo si conclude significativamente così: “Se lo facesse (ma non lo farà)”. I signori di Gay.tv mi stupiscono. Mi stupisce sempre di più l’ambiente gay italiano, che si aggrappa a qualsiasi cosa pur di scrivere qualche minchiata e poter dire a sé stesso “esisto”. Chi ha scritto quel pezzo non ha capito un cazzo di quello che Battista ha scritto. Stranamente per una volta mi trovo a condividere l’opinione di Battista. Forse perché in questo articolo non tratta direttamente di personaggi politici, ma di una favoleggiata “destra” che sia moderna e al passo con le destre europee, ma che non lo è e non lo può essere. Guardiamoci attorno. Ascoltiamo le parole che ci vengono dette. RICORDIAMO I FATTI. Non è questione di mettere insieme le parole Centro, Sinistra e Destra in varie combinazioni. La questione è ben più ampia. Il Centro sinistra non ha fatto un cazzo dal loro punto di vista. Ovvio che siamo tutti speranzosi, ma una cosa è la speranza, un’altra – ben diversa – è la realtà. Il Centro destra (o Centrodestra, o Centro-destra, o Berlusconi, chiamatelo un po’ come vi pare) italiano non potrà mai fare una legge tipo PaCS, per il semplice motivo che è troppo legato alla Chiesa e ai valori “tradizionali” per rendersi conto che la società è cambiata. Nel Centro destra ci sono Casini (che difende la Chiesa e i cattolici, vorrebbe rifondare la DC, ma intanto è divorziato e ha convissuto – non ricordo se poi si è risposato), Buttiglione (che è stato mandato a casa dall’Unione Europea non perché “cattolico”, come ci hanno fatto credere all’epoca – scusa tirata fuori anche dalla signora Mastella, vittima evidentemente di un giudice talebano – ma perché nelle sue dichiarazioni si è dimostrato il più intollerante e bigotto dei candidati alla Commissione Giustizia, tra l’altro con un portaborse pregiudicato), AN (che una volta si chiama MSI e prima ancora PFI), la LEGA NORD (i cui rappresentanti adorano apostrofare chi non la pensa come loro con il simpatico termine padano “culattone”) e ora anche Mastella (che si è opposto strenuamente ai DiCo, come tutti ricorderete). Negli ultimi due anni abbiamo sentito parlare solo di “spaccature interne alla sinistra”, di Prodi che conciliava le opinioni dei comunisti, dei teodem, degli inciucisti e di quelli che stavano lì per la poltrona. Negli ultimi due anni ci hanno mostrato solo il lato negativo del governo Prodi, che sicuramente c’è stato. Non ci ricordiamo più che la CdL era finita quando Casini voleva “licenziarsi”? Non ci ricordiamo che c’è stata un’ulteriore divisione di AN, che ha perso Storace e la Santanchè (mica gravi perdite, per carità, ma comunque segni di spaccature)? Ci fanno credere che l’indulto sia un’idea della sinistra, quando è stato votato da tutti tranne Lega, AN e IdV (con l’astensione del PdCI ma col voto favorevolissimo di tutti gli altri, compresa FI e UDC). Ci fanno credere quello che vogliono perché comunque vada c’è qualcuno che ha un potere illimitato e ne dispone a piacimento, che può permettersi di tirare i fili del teatrino dei burattini, che può permettersi di farsi (o farsi fare) le leggi a suo piacimento e poi, se gli và, di infrangerle. Non è Berlusconi l’uomo della destra, Berlusconi è solo l'uomo di sè stesso (e forse di qualche altro omuncolo che sta in Sicilia, ma su questo non ci sono prove quindi non si può dire...si sa mai che mi quereli anche a me).
Dobbiamo smetterla di parlare di Destra e Sinistra, perché quando la Sinistra attua le liberalizzazioni che doveva attuare la Destra tutto perde senso. Perché in Italia ci sono troppi rimandi alla Storia che vengono strumentalizzati (vedi l’equazione sinistra = comunismo, mentre i socialisti sono bravi e buoni – quelli che stanno con Silvio – perché il buon vecchio Craxi non era un ladro corrotto ma un grande statista – come d’altronde fu il buon Benito, pace all’anima sua). La conclusione è che non si tratta di stare di qua o di là, perché ci si rimpallano le patate bollenti a vicenda, si dà la colpa sempre e solo all’altro, si crea il clima d’odio che c’è ora in Italia, si monopolizza tutto a piacimento e nessuno ha il potere di informare sul serio i cittadini (chi prova a farlo viene censurato o intimidito da minacce di querele milionarie).
Qui c’è bisogno di fare solo poche leggine generali che risolvano: il conflitto di interessi, perché Berlusconi è INELEGGIBILE; la libertà di informazione, che è un po’ il corollario del punto precedente, con annessa esclusione dei partiti dalla RAI, fine dei finanziamenti ai partiti, cancellazione dell’albo dei giornalisti etc…; l’annullamento del concordato col Vaticano, che non è l’unica religione in Italia e la deve smettere di fare politica attiva: i cattolici devono sicuramente poter eleggere i propri rappresentanti in Parlamento, ma il presidente della CEI non l’ha eletto nessuno, di conseguenza deve starsene zitto e occuparsi delle diocesi (approfittiamo dell’occasione per ricordare che il Centro destra – laico? – all’epoca ha tolto l’ICI agli istituti religiosi e alle attività di proprietà degli stessi, cioè non solo le opere di carità o quelle socialmente utili – e fin qui mi sembra anche giusto – ma pure gli alberghi e le attività commerciali); la Giustizia (perché non è che ci sono i giudici “rossi” o “neri” che vanno a indagare sui politici, ma solo giudici che sono obbligati dalla legge ad aprire fascicoli qualora ci sia un’ipotesi di reato… se l’ipotesi di reato riguarda un politico non è mica colpa del giudice); e last but not least, la legge elettorale, perché io la prossima volta che vado a votare ci vado solo se posso mettere la crocetta su una persona e non su un partito che poi candida chi cazzo vuole lui. Bisogna far “piazza pulita” (per usare un’espressione fascista, che quanno ce vò, ce vò) dei nostri politici, che sono pagati per pensare al bene dei cazzi nostri ma si fanno solo i cazzi loro. Bisogna cambiare radicalmente il Paese, la sua struttura, che ogni giorno diventa più simile ad una “dittatura dei pochi” che a una democrazia di tutti. Il problema grosso è che nessuno sembra rendersene conto, a Roma. Ma farebbero bene a guardare fuori dai loro palazzi e osservare il Paese (che saremmo poi noi), perché prima o poi arriverà la goccia che farà traboccare il vaso e allora sarà la guerra civile. L’Italia sta cadendo nel baratro e noi italiani non sappiamo fare altro che dire “piove, governo ladro” per poi metterci a guardare la partita o il Grande Fratello. SVEGLIA!


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permalink | inviato da ScarletMilk il 29/1/2008 alle 16:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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