.
Annunci online

Autobiografia tragicomica
in nome del degrado
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 20 maggio 2009
Mi danno del disfattista di sinistra e dell'anti-progressista, del comunista e via dicendo. Ogni volta che si sollevano certi argomenti vincono sempre le ragioni di coloro che mettono gli affari personali e il guadagno di fronte al benessere e alla collettività. Va bene, sarò pure di sinistra, ma di sicuro non anti-progressista né disfattista. Semplicemente realista, e sufficientemente informato su quelle dinamiche che, sotterraneamente, governano le città. Ecco quindi che in questo spazio mio, privato, provo a spiegare le ragioni per cui a Milano si stanno pensando (e facendo) un bel po' di minchiate, inutili e dispendiose, che non porteranno alcun beneficio a questa città ma che, al contrario, non faranno altro che alimentare lo stereotipo della città grigia, fredda e affarista.
Innanzi tutto, dobbiamo sempre ricordare che Milano non si limita al suo territorio comunale, come la politica vorrebbe farci credere. Milano è molto più grande. Milano è il fulcro di un'enorme conurbazione urbana che non si sa bene dove inizia, tanto meno dove finisce. Milano è un centro, un punto da cui tutto si dirama, e il sistema-Milano ha disperatamente bisogno di essere considerato non più centro di medie dimensioni, da un milione e rotti di abitanti, ma area metropolitana a tutti gli effetti. Di certo non paragonabile con le metropoli orientali, ma comunque una rispettosa e problematica città di 4, forse 5 milioni di abitanti.
Come si può gestire una città del genere? Noi italiani non siamo abituati. Di certo il metodo più lungimirante non è incentivare il traffico privato, lo sappiamo tutti. Ma le politiche di governo del territorio nell'area milanese hanno finora portato solo strade, superstrade e autostrade, tangenziali e tunnel urbani. Tutte cose sicuramente utili per l'abitante del paese dell'hinterland, che non vede l'ora di poter prendere la Pedemontana per metterci (gli dicono) la metà del tempo per andare ovunque.
Ma queste infrastrutture non sarebbero divenute necessarie se ci fosse stata una gestione più lungimirante, e continuando di questo passo tra dieci anni ci troveremo ad affrontare nuovamente il problema della nuova BreBeMi, della nuova Pedemontana, della nuova tangenziale EstEst, nonché di altre simpatiche strade dall'impatto ambientale incalcolabile, mascherate sotto nomi e acronimi affascinanti e strumentalizzate dalla politica come stendardo di progresso e miglioramento della qualità della vita. Votaci, ti faremo la superstrada che va dal tuo cortile fin dove ti serve, ma te la faremo senza che ciò comporti rumore, traffico, disagi. Insomma, enormi puttanate.
Ciò che si deve fare ora quindi è una radicale svolta: ad esempio, invece di sperperare soldi pubblici per finanziare parcheggi sotterranei in ogni piazza, piazzetta, slargo e incrocio di Milano, si potrebbe investire nella costruzione di infrastrutture utili. Come ad esempio metropolitane e metrotramvie, piste ciclabili (con un adeguato sistema di bike sharing che -la butto lì- non si limiti alla cerchia dei bastioni ma copra una porzione un po' più ampia della città). Altro che Ecopass.
Ma in tempi di crisi si accende la tv e si sentono spot di case automobilistiche. Un anno fa c'era la mania del "da 0 a 100 in 0,5 centesimi di secondo", ora c'è la mania dell'eco. Cosa buona, sicuramente, ma se al cittadino si dà la possibilità di lasciare l'auto (anche se a metano) a casa è meglio (mentre invece una nota casa automobilistica promuove il metano dicendo che con quell'auto puoi entrare nei centri storici, messaggio aberrante).
Ecco quindi che le idee bislacche e malsane partorite dalla mente malata di qualche affarista diventano prospettiva reale: un parcheggio sotto la Darsena (dove invece bisognerebbe recuperare la memoria storica di un luogo importante dimenticato, il cui valore è testimoniato da un cartellone che mostra una foto d'epoca e che recita "la Darsena, porto commerciale di Milano negli anni '60-'70", acuendo il contrasto con quella specie di discarica che ci si trova davanti oggi); per non parlare del fanfaraonico tunnel di 14 km che collega Certosa a Linate. Come se servisse a qualcosa. "Decongestionerà il traffico in superficie", dicono. Non è vero. Raddoppierà il traffico e saranno congestionati sia il tunnel sia le strade di superficie, per via di quella legge dell'urbanistica ignota ai politici, per la quale potenziando una strada si aumenta il traffico su di essa (e sto parlando di cose che insegnano al primo anno di Architettura, non c'è bisogno di essere specialisti del settore).
Ma in una città che spaventa i suoi abitanti con un degrado urbano improbabile, come quello presunto del portico dei BBPR in corso Vittorio Emanuele, non ci si può aspettare nulla di meglio. Si recintano colonne e parchi, in nome del degrado. E si degrada ulteriormente, in nome del degrado.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. milano architettura urbanistica degrado

permalink | inviato da ScarletMilk il 20/5/2009 alle 12:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
no need to argue (primo post del 2009)
post pubblicato in Personals, il 7 gennaio 2009


Eccomi di nuovo, col primo post del 2009. Un anno nuovo nuovo e già rovinato. Tralasciando il casino che sta succedendo in medio oriente, che voglio astenermi da qualsiasi esternazione a favore dei palestinesi e contro gli israeliani, altrimenti qua si rischia di essere tacciati di antisemitismo.
L'anno nuovo è iniziato come tutti gli altri, ovvero col mio stomaco sfondato da tonnellate di cibo ingoiate a forza in una trattoria della collina reggiana nota col nome di TortelloTerapia (e come si fa a non stimare chi ha ideato il nome?).
L'anno nuovo è continuato senza buoni propositi, che tanto non li rispetto mai. E poi secondo la mia religione l'anno nuovo inizia sempre "domani".
La cosa simpatica dell'anno nuovo è che sono arrivato a Milano appena in tempo per vederla sommersa da ciò che Studio Aperto ha definito "la nevicata record" (ma ne ricordo una peggiore, quando in Università eravamo solamente in tre: Paolo, io e il prof. Macchi Cassia (che ci raccontava della nevicata dell'84).
Studio Aperto però, per una volta, ha centrato il problema. Come faranno i cittadini a riconoscere le proprie automobili? In effetti la mia è un cumulo di neve, se non l'avessi parcheggiata in un posto strategico riconoscibilissimo non la troverei. Il cumulo è ancora lì, quindi confido nel fatto che non me l'abbiano rubata (sinceramente non ho cazzi di mettermi a scavare nella neve per cercarla).
Basta. Io adesso sono rientrato in casa dopo la battuta di caccia per il cibo (ovvero attraversare la Siberia per raggiungere l'Emporio di Vladivostock e comprare un pezzo di focaccia). Sapete che c'è? Che mi piazzo sul divano col plaid a guardarmi un film. Fuck the snow!

E mentre aspetto che scarichi l'aggiornamento di VLC ridacchio pensando alla soluzione che dovrei suggerire al vicesindaco De Corato per tenere lontani i giovinastri comunisti e cannaioli dalle colonne di San Lorenzo: due spanne di neve.
No need to argue :)

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. neve milano morattigrad de corato

permalink | inviato da ScarletMilk il 7/1/2009 alle 13:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
oggi è una di quelle giornate in cui amo milano
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 28 novembre 2008

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. milano neve

permalink | inviato da ScarletMilk il 28/11/2008 alle 11:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
la grande pera
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 27 novembre 2008
Pubblico il link a un ottimo articolo di Repubblica che a mio avviso racconta bene e con la giusta ironia ciò che sta accadendo a Milano in vista dell'expo. Sottoscrivo in pieno le parole scritte. Lo so, è un po' lungo, ma ben articolato e scorrevole. Quindi leggetelo, pigri che non siete altro!

Tanto per far sapere che non tutti gli architetti sono coglioni (chi frequenta il bagno dei maschi nella navata della Bovisa rimembra la scritta "più alberi, meno architetti coglioni"). E tanto per raccontare un po' cos'è diventata la "capitale morale e culturale" d'Italia (figuriamoci il resto del paese come sta).
Grazie all'arch. Panciroli per averlo messo su facebook.

http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/economia/expo-2015/expo-2015/expo-2015.html

Per la cronaca: vogliono portare Milano a 2 milioni di abitanti. Continuano a non capire che ne ha già 6?
l'halloween più spaventoso
post pubblicato in Personals, il 31 ottobre 2008
Premesso che non amo festeggiare Halloween, quest'anno mi tocca volente o nolente. Sì perché quest'anno, proprio oggi, il 31 ottobre 2008, i miei genitori hanno deciso di trasferirsi per un paio di giorni nella mia magione milanese. Ovvero a mio padre (che odia le città) è partito un embolo che l'ha portato a decidere che dato che paga un affitto a Milano gli piacerebbe vedere la città con calma. E quindi portarsi dietro Madreeh, che son tre giorni che me la mena con "oh quanto vorrei rivedere quell'angolo e quell'altro, oh quanto mi piacerebbe rivivere i momenti della mia infanzia, oh com'è bella Milano". E quindi, poiché per chi non lo sapesse io abito in 45 mq che condivido con l'ingombrante coinquilino/ex/compagno di corso, si stabiliranno sul divano letto per tre notti. Ovviamente nel fine settimana, quando io non posso dire che devo ASSOLUTAMENTE andare in università/biblioteca/qualsiasi luogo eccetto casa. Ovviamente nel fine settimana, quando di solito esco. Quindi questo Halloween lo passerò in casa con l'Orso Grugnente (mio padre) e la rinnovata teenager petulante (Madreeh). I quali vorranno stare più tempo possibile con il loro pargolo, vorranno essere accompagnati negli angoli più remoti e incantevoli della Grande Pera perché... non lo so perché! Mio padre ODIA le città, le detesta, non sopporta il caos, non sopporta la vista delle strade con i palazzi, vuole vedere le colline sullo sfondo e portarci in giro il cane, odia i sensi unici, è paranoico per quanto riguarda la macchina e non la lascerebbe in strada neanche davanti alla centrale di polizia, è paranoico per le multe e ogni volta che viene qui ha la fobia dell'ecopass. Cosa gli è venuto in mente di venire a Milano a fare un giro?!
Insomma: dovevano partire subito dopo pranzo e mi han chiamato alle cinque per dirmi "entriamo in autostrada adesso, poi andiamo a Busto dallo zio e lasciamo là la macchina, poi prendiamo un treno e ci vieni a prendere in stazione...". Alle cinque. Arriveranno alle nove a Milano. Ciò significa che alle nove io dovrò essere in Garibaldi a prenderli. Probabilmente arriveranno su un treno suburbano, quindi scenderanno sottoterra e si perderanno (perché l'ultima volta che mia madre ha preso un treno da Busto a Milano erano gli anni 80 e non c'era il passante). Stanotte, se mi cercate, sappiate che probabilmente sarò nei cunicoli sotto alla stazione di Garibaldi, chiamando i miei, cercando di trovarli.
AAAAGH!
Ritorno alla Grande Pera (casa?)
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 24 agosto 2008

Ok, è ufficiale. Sono tornato a Milano, nel mio appartamentino. A ricordarmelo è il frigo che vibra sguaiatamente, la portinaia che sbraita nel cortile “Annaaa!” per chiamare la sciura del terzo piano, la lavatrice di fronte al cesso che mi costringe quasi a infilare i piedi nel cestello, i modellini sul mio letto (che mò spariscono perché col cazzo che torno a dormire sul divano) e soprattutto le zanzare. Impressioni particolari tornando a Milano dopo l’estate, in una città ancora semi deserta dove si trova tranquillamente parcheggio anche nel mio quartiere al sabato sera. Moltissime auto della polizia e dei vigili urbani, mai viste tante, concentrate nelle aree centrali. Un gruppo di tre ragazzi tedeschi ubriachi che cantano una canzone nella loro lingua mentre infilano via Torino. Poca gente sotto alle colonne, soprattutto stranieri, credo turisti in attesa di prendere un aereo o erasmus in via di ambientazione. Due ragazzi gay molto belli si baciano (sicuramente non sono italiani) vicino al distributore di sigarette, che ormai contiene solo marche mai sentite (mi è toccato prendere le marboro blend, che fanno venire un raschione in gola terrificante). Oggi pomeriggio mi dedicherò alla pulizia della casa, che in questo mese ha aggiunto un altro centimetro di polvere a quello che già c’era a luglio. Non credo che farò la spesa perché la Rosy mi ha dato tonnellate di vivande surgelate (che fortunatamente non si sono scongelate durante il viaggio e che quindi ora trovano nuovo domicilio nel mini freezer, che ci ha messo più o meno trenta secondi a raffreddarsi tanto è piccolo). Caffè fortunatamente ce n’è. Ultimo giorno di quasi fancazzismo, preparativi generali per accogliere la Marzia nei prossimi giorni. Mi sento un po’ solo qua dentro, è molto probabile che esca dallo sciopero. Entrando in città ho avuto la strana sensazione di sentirmi a casa, non so ancora se è positiva o negativa. Sarà l'abitudine, dopo 5 anni. Credo che, in fondo in fondo, mi dispiacerà lasciare Milano.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Milano

permalink | inviato da ScarletMilk il 24/8/2008 alle 13:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Discutere del nulla nel nulla. Deliri da manie di protagonismo e letture superficiali.
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 15 gennaio 2008

Nel mio cazzeggio (meritatissimo) pomeridiano mi perdo per le rotte dei naviganti. Girovago per la rete e traggo spunti, leggo articoli, guardo cazzate e cose serie. E’ un po’ di tempo che non guardo il telegiornale né compro quotidiani a causa di un modellino e altre cose. Avevo sentito non mi ricordo da chi di una retata al Lelephant e oggi mi sono informato. Pare che nel locale ci fossero 10 agenti in borghese, raggiunti poi da altri 20 in divisa. Pare che abbiano circondato il locale, identificato tutti i presenti per poi chiamarli cognome e nome fuori uno alla volta. E pare che infine abbiano perquisito tutto senza trovare niente. Hanno fatto una sola multa perché il cartello “vietato fumare” era messo male (come per dire “beh non possiamo non farne neanche una”). Ora io non so spiegarmi questa cosa. Vivo in questa città da quattro anni, tre mesi e dieci giorni. E in quattro anni, tre mesi e dieci giorni non ho mai sentito una cosa simile. Almeno non in locali come il Lelephant (non ho mai capito quale articolo bisogna metterci davanti, se sbaglio e c’è qualcuno che lo sa me lo dica), che è un normalissimo bar con qualche tavolino, qualche sedia, qualche divano, un bancone con dietro dei baristi e dei clienti che ordinano da bere. Non posso dire di essere un assiduo frequentatore, ma non ci ho mai visto nulla di losco o di illegale. Semplicemente gente che chiacchiera davanti a un cocktail. Gente di tutti i gusti, gay, etero, indecisi e via dicendo. Perché mettere una trentina di poliziotti a presidiare un bar in una zona per niente malfamata come il quartiere di Porta Venezia? Perché identificare tutti gli avventori e poi chiamarli fuori uno alla volta? Non riesco a capire. Sembra quasi un atto intimidatorio, come un avvertimento. Vi teniamo d’occhio. È inquietante, davvero. Perché i poliziotti sapevano benissimo che al Lelephant non avrebbero trovato niente di niente. Non è che i poliziotti sono coglioni, se vogliono trovare sanno benissimo dove andare a cercare. Basta cambiare zona, locale. Perché sono andati nel locale gay storico di Milano? Misteri milanesi. Intanto sul panorama gay milanese imperversa anche la polemica sull’ordinanza che impone la chiusura alle 22 dei locali in via Sammartini. Ma su questo io non posso che fare i complimenti a chi ha preso questa decisione. Via Sammartini è uno dei posti peggio frequentati di Milano: sarà che da un lato c’è la massicciata della Stazione Centrale, sarà che hanno aperto molti locali-scopatoio, sarà che è una zona centrale ma abbastanza appartata per poterci fare un po’ quello che si vuole e quindi tra droga e prostituzione ci si può fare una fiera internazionale (altro che Rho). Ma via Sammartini non rappresenta gli omosessuali. I gay non sono solamente quelli che vanno in via Sammartini a scopare.

Leggevo inoltre i commenti alla notizia e ho notato un paio di cose. Tralasciando i discorsi (senza senso) di chi dà ragione o meno a Felix Cossolo, che inspiegabilmente dichiara che Milano non è degna dell’Expo 2015 perché via Sammartini fa schifo (non è solo via Sammartini a essere degradata, ma mezza città). Chi dice che “a Milano si respira aria europea” è prevalentemente del sud. Non so come sia vivere al sud, ma se i meridionali hanno questa idea di Milano è perché non l’hanno mai vista o perché si sono fermati al primo livello di lettura (cioè quello delle vetrine). Io posso parlare per esperienza personale, quindi di un emiliano che vive a Milano temporaneamente (ma che la conosce molto bene) e che un pochino di Europa ha avuto la fortuna di vederla. E per esperienza personale posso dire che a Milano di europeo c’è solo qualche bandiera davanti agli edifici pubblici. Ma non per quanto riguarda i gay e basta, proprio per tutto. Ho già esternato le mie opinioni su questa città molte volte su questo blog, le quali si possono riassumere in una frase: Milano, in fondo, fa schifo. Ma Milano è un campione di Paese. Ne consegue che l’Italia, in fondo, fa schifo.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. gay milano lelephant

permalink | inviato da ScarletMilk il 15/1/2008 alle 17:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Download Aggiornamenti #1: POLITECNICO
post pubblicato in Diario, il 16 ottobre 2007

Noi esperti slalomisti degli ostacoli che l’Istituzione “Università” posiziona tra noi e l’agognato riconoscimento. Noi che abbiamo subito ogni sorta di violazione a ogni tipo di codice, da quello penale a quello di Hammurabi. Noi che ogni anno ci ostiniamo a pagare tasse universitarie per ricevere un’istruzione nella maggior parte dei casi mediocre. Insomma noi sfigati che ancora crediamo che ci vuole una laurea per fare qualcosa. Come si può intuire dal retrogusto all’acido muriatico, quel birichino del Politecnico ne ha combinata un’altra delle sue, l’ennesima. È un po’ come un bullo delle medie: ti prende per il culo. Lancio un appello a tutti quei disgraziati che volessero iscriversi, negli anni a venire, al prestigioso istituto: non fatelo. Una piccola nana bionica, una sorta di Memole che al posto del cappello rosso molto buffo sfoggia una parte del cranio in titanio, vi farà credere che tutto è bello e che siete nel posto giusto. Non è vero! Non ascoltate i deliri della Sirena di Ulisse, che parla solo perché tira troppa coca. E se chiederete informazioni alla Segreteria (sprovveduti che non siete altro) fate il più grosso errore della vostra vita. L’unica persona che sa qualcosa in quella specie di Ministero è il portinaio (come al solito). Chiedete a Mimmo. Ma nonostante la provvidenziale presenza di Mimmo la vostra vita sarà comunque rovinata, quindi risolviamo il problema alla radice. Come quando uno comincia a diventare pelato e si rasa a zero perché fa figo. Non iscrivetevi al Politecnico. Non fatelo. Davvero.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. milano politecnico

permalink | inviato da ScarletMilk il 16/10/2007 alle 22:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia aprile        giugno
tag cloud
links
calendario
cerca