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Autobiografia tragicomica
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
post pubblicato in Personals, il 1 settembre 2008

Occhei lo ammetto, anche oggi non ho fatto praticamente un cazzo. Contenti? Che si inculi Lucian Freud. In compenso però stamattina sono uscito a cercare un paio di scarpe. Settimana scorsa mentre andavo al cinema le ho viste, le All-Star viola. Oggi non c’erano più. Per quale fottuto motivo a Milano cambiano le vetrine ogni dieci minuti? Mica mi ricordo dove le ho viste, e non posso entrare in ogni negozio tra casa mia e il cinema Odeon per rompere amabilmente i coglioni a ogni commessa (sì solo commessa, perché tanto anche se è maschio cambia poco) per chiedere se hanno le All-Star viola. Poi vediamo. Già che ero fuori ho comprato la carta igienica. Sono tornato in casa per pranzo ma non ho mangiato. Sono uscito di nuovo e sono andato alla Sormani, per vedere se Lucian Freud mi appariva in sogno per dettarmi la tesina, ma ciò non è accaduto. Ho letto qualche cosa, preso qualche appunto, ma dato che io non sono lombardo (grazie al cielo) non posso arrogarmi il diritto di portarmi a casa nessun libro dalla Sormani. Per cui mi sa che la mia ricerca continuerà domani nella fornitissima (si fa per dire) biblioteca della Bovisa. Tanto già devo andare in università per il giorno del giudizio. Revisione con Cerri, tipo giudizio di Salomone. Se gli piacerà potremo cominciare a preparare le tavole per l’esame (che è il 16 settembre, quindi non c’è molto tempo per fare i due modellini). Se non gli piacerà dovremo tornare il martedì successivo per una nuova revisione, con un nuovo progetto, e avremo solamente una settimana di tempo per preparare tutto il materiale che serve per sostenere l’esame. In ogni caso è una sbatta assurda, ma nel secondo si rasenterebbe la fantascienza. Nel frattempo spero che Guido stia facendo qualcosa su Barragan per l’altro esame teorico. E giovedì rivedrò Rosaldo. Brrrrrrr.

Ma perchè non sono andato a fare il falegname con mio padre????

Ansie pre-esami (ma anche post-esami)
post pubblicato in Personals, il 13 giugno 2008

Ok, ci siamo. Si avvicina la sessione d’esame. Mancano due settimane e poi avrò finito i corsi, non dovrò più frequentare la facoltà quotidianamente… beh in realtà quotidianamente è una parola grossa, però comunque dovrei andarci quotidianamente (che poi io salti matematicamente il mercoledì è un dettaglio). Dunque, breve riassunto dei miei impegni condito con un pochino di ansia incipiente e voci di corridoio (odio le voci di corridoio dio quanto le odio). Prima cosa da fare: completare quel fottuto modellino-one di Interni che vacca boia è infinito e DEVE essere pronto entro martedì che ho la consegna. Poi: recuperare da altri studenti gli appunti delle lezioni di Storia della Città, Meccanica, Storia dell’Arte Contemporanea e Progettazione Ambientale, corsi che mi hanno visto si e no un paio di volte (a parte Meccanica, che nonostante fosse al venerdì mattina ho frequentato abbastanza assiduamente). Scadenze varie: martedì 1 luglio esame di Interni (ma le voci di corridoio dicono che non sia un vero e proprio esame ma una mostra o qualcosa di simile, però non si è capito e io della fonte mi fido poco), e se quella zoccola di Cerri mi cambia il progetto (leggi: rifare il modellino) gli infilo la sua cazzo di sedia a profilo d’anatra (ma si può??) in un posto che non è mai stato abbronzato dal sole. Ah, e se magari mi dicesse anche se io e la Marzia siamo degni di andare in tesi con lui non mi farebbe schifo, così almeno lo so. Se è sì, bene. Se è no mi metto nell’ottica di laurearmi col buon Rosaldo. Ah già, il buon Rosaldo. Ieri abbiamo litigato e mi sono stragirati i coglioni, roba che a momenti mi alzo e me ne vado sbattendo la porta perché non puoi prendermi per il culo per due anni dicendo una cosa e poi contraddicendola nella stessa frase. Quindi abbiamo deciso che facciamo il progetto che ci tira a noi, glielo portiamo e che si fotta. What the fuck. Questa sessione dovrei (dico dovrei) riuscire a dare ben 5 esami, udite udite. 28 crediti. Le date? Ho già detto che il 1 luglio (?) ho Interni. Poi il 4 Meccanica (e lì son cazzi). Poi a scelta tra il 7 e il 14 luglio incastro Storia della Città, Storia dell’Arte Contemporanea e Progettazione Ambientale. Inevitabilmente due in un giorno, probabilmente il 14. Poi avrei finito, mi mancherebbero due esami che slittano a settembre (signori mi dispiace ma sette esami in una sessione non ce la si fa) e poi… in un futuro lontano… ma mica tanto lontano… la laurea… e poi… oddio ho l’ansia. Vado a fare il modellino và.

Sua Eccellenza il Pilutecnico
post pubblicato in Personals, il 28 febbraio 2008

Dunque. Sono incazzato col Politecnico. Ma tanto. Andiamo con ordine: matematica. L’ho passato, ho preso 18 (il primo diciotto della mia carriera universitaria lo dovevo prendere in matematica…m’immagino la Carla se lo sapesse quante grasse risate). Ma perché ho preso 18? Perché quel blocco di ghiaccio della professoressa oltre ad essere di ghiaccio è pure stronza: fa il primo parziale con l’argomento A e B, ma io non ho il tempo di studiare e non lo passo. Poi fai il secondo parziale, dici espressamente che metti l’argomento D (il C non si capiva perché l’ha fatto in una lezione a metà strada) e poi invece metti sia il C che il D. Vabbè, prendo 18 e lo supero (fucking argomento C). Devo recuperare il primo, stavolta studio bene gli argomenti A e B, vado a fare il compito e trovo gli argomenti A e C. Ma allora mi prendi per il culo. Maledette curve parametriche. Altro 18. E vabbè, fa media e me lo tolgo dai coglioni, tanto sono solo 4 crediti e non ne vale la pena.

Questo era venerdì. Dopo l’esame torno a casa e comincio a studiare Estimo che ho l’esame lunedì. Studio come un coglione e lunedì quella romagnola di merda della professoressa (per essere gentili, perchè potrei osare di più) organizza l’esame così: prima fa uscire tutti i frequentanti e fa fare uno scritto ai non frequentanti (mossa mai vista prima al Politecnico). Passa uno alla volta da ogni persona seduta in aula e detta una domanda. Poi ripassa e ne detta un’altra. Sempre uno alla volta. Poi aspetta 10 minuti e fa consegnare, tra le proteste di quelli che erano in fondo e hanno avuto solo 10 minuti per rispondere, mentre i primi hanno avuto oltre un'ora. Poi ci richiama dentro, ma non ci interroga sul lavoro di gruppo. Si mette a chiamare uno alla volta i non frequentanti, gli corregge il compito davanti e gli fa un orale di un quarto d’ora. Quaranta non frequentanti da interrogare per venti minuti a testa fa 13 ore e venti minuti. Alle sei ne aveva fatti 11. A noi e agli altri 11 gruppi (di 4-5 persone l'uno, quindi altre quaranta persone abbondanti) ci fa “tornate giovedì” e io le dico “guardi, giovedì ho l’esame di Impianti…” e lei “beh sarà mica la prima volta che fa due esami in un giorno”. Ma fottiti. Oggi, giovedì, vado a fare Impianti (con lo scritto infinitamente più difficile rispetto a quello del primo appello, due settimane fa, ma credo di averlo passato senza disonore, nonostante fossi distratto dalla straordinaria somiglianza tra il professore e Cuffaro - ebbene sì, era la prima volta che lo vedevo, non sono andato a lezione perchè fino a gennaio non sapevo se il mio professore sarebbe stato lui o l'altro, che ho conosciuto l'anno scorso e mi è bastato, visto che era uno di quelli che se ti alzi in mezzo a 150 persone ti chiede "lei dove va?" al microfono, cui puoi rispondere solo con "vuole un disegnino o ci arriva da solo?", cosa che ho inconsciamente detto e che mi ha ovviamente messo in cattiva luce mannaggia alla mia bocca). Insomma, faccio lo scritto di Impianti e poi vado dalla prof. di Estimo che ci dice tranquilla “ah oggi non riesco a farvi perché devo finire i non frequentanti, forse lunedì o martedì ma dipende dalle aule libere perché ci sono le lauree”. Sì, e poi vuoi anche il numero di cellulare per dirmelo? Aspettiamo ancora un po’ e poi si decide ad andare a chiedere a Mimmo le aule libere, torna con calma e ci fa “martedì alle dieci, ma non so se riesco a finire”. Mi prendi per il culo e ti permetti di insegnare fondamentalmente la gestione di un progetto.

Nota: io ho studiato Estimo due giorni per niente togliendo tempo a Impianti, venerdì prossimo ho sempre l’esame di Fotografia e martedì 11 ho sempre la consegna di Interni.

Più vado avanti in questa Facoltà più la sensazione che in realtà non mi serva a un cazzo si acuisce. Capito perché schiocco?

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