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Autobiografia tragicomica
il fotopiano frocio e vauro
post pubblicato in Diario, il 4 dicembre 2008
Titolo un po' pasticciato, ma tant'è. Oggi sono tornato in Siberia.. ehm no scusate, a Reggio. E poiché è giovedì e c'è annozero mi isolo nella mansarda e mi piazzo sul letto col piumone e una tazza di tisana alla malva (che in realtà non mi piace, ma ha quel bel colore puffo quando metti la bustina nell'acqua calda...) e accendo la tv su rai2 appena in tempo per sentire Santoro che dice a Silvio (o meglio, gli manda a dire) che la democrazia è fatta anche di critiche e poi Travaglio (o lo ami o lo odi, io lo amo). Infine il tema della serata. La vittoria di Vladimir Luxuria all'Isola dei Famosi. Olè. Al che lascio lì la tisana e vado giù a far due chiacchiere col nonno.
Non perché sono snob e faccio il figo di sinistra che non s'abbassa a guardare i reality. Perché già immaginavo che si sarebbe parlato della vittoria della sinistra. Ora. Con tutto l'affetto. Non è che se Vladimir Luxuria vince l'Isola dei Famosi allora la sinistra trova la retta via. E sempre col dovuto affetto. Che cazzo c'entra un reality show con la politica? Spiegatemelo. Perché la Vlady è brava e intelligente, ma non è che la sinistra risorge da uno scoglio nel mar dei Caraibi o dove cazzo sta.
Non mi sbagliavo, infatti torno su e l'argomento è proprio quello. Allora mi piazzo al computer e decido che il mio desktop con la foto di Milano dallo studio di Gardella con Duomo e torre Velasca in primo piano mi ha un po' stufato. Quindi tanto per stare in tema mi prendo il fotopiano della città (per chi non lo sapesse, senza riferimenti specifici alla Gloria, è un collage di foto aeree - tipo google earth) e lo modifico con photoshop e lo faccio diventare viola. Che non è rosa shocking ma l'effetto frocio è assicurato. Inoltre risparmia energia perché è scuro e rilassa gli occhi. Nel frattempo alle mie spalle la televisione fa su un minestrone di reality show, politica, senso della sinistra, critiche al Vaticano e via dicendo. Ma dopo venticinque anni di Berlusconi al governo (direttamente o indirettamente) ci stupiamo veramente che i reality e i programmi tette-culi tirino tanto? Mah...
Finito il mio nuovo desktop (che è veramente figo) mi ripiazzo sul letto anche se la tisana è ormai fredda. Giusto in tempo per vedere l'altra parte interessante del programma: le vignette di Vauro. Che tra le altre cose a un certo punto dice "oggi ho vinto tre euro col gratta e vinci... un'altra vittoria della sinistra italiana". Per oggi la mia massima di saggezza l'ho sentita, ora posso dormire tranquillo.

Ora un piccolo sfogo, perché sono frocio e vivo col Vaticano in casa come una spina nel c**o (immaginate cosa sarà la parola nascosta). Dunque. La Città del Vaticano non è nell'UE. Ha una rilevanza demografica nulla. Ha solamente il potere dei soldi (sì, la Banca Vaticana è tra le più grandi del mondo) e della religione (e in questo non vedo differenze tra il Vaticano e l'Iran, solo che l'Iran è grosso ed è uno stato autonomo, non un tarzanello). Come si permette di mettere il naso in questioni che non lo riguardano? Cosa gliene frega al papa se a livello internazionale si porta avanti una battaglia contro il concetto del reato di omosessualità? Che mi vengono poi a dire che potrebbe portare alla discriminazione di quei paesi dove le unioni civili o i matrimoni omosex non sono legali? Ma che cazzo coltivano nel giardino dietro a San Pietro? Roba buona, cazzo, roba buonissima...

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permalink | inviato da ScarletMilk il 4/12/2008 alle 23:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Resoconto di Annozero, per chi se lo fosse perso
post pubblicato in Politics, il 3 ottobre 2008

Guardando Annozero si arguisce che il sindaco di Verona, della Lega Nord, vorrebbe un’Italia in cui tutti i delinquenti vengano adeguatamente puniti, senza distinzione di sesso, età, razza, ceto sociale, orientamento sessuale, orientamento politico, orientamento religioso e via dicendo. Mi domando cosa ci faccia nella Lega Nord, mi domando come possa sostenere un Primo Ministro come Berlusconi e, soprattutto, mi domando dove ha comprato quella maschera di bronzo che porta addosso. Il sindaco di Verona, sempre lui, si rivela pignolo e tignoso; si chiede come mai Santoro non abbia invitato i vigili urbani o il sindaco di Parma. Poiché i vigili urbani di Parma sono in silenzio stampa, si arguisce che vorrebbe avere lì presente il sindaco. Non si arguisce cosa cazzo c’entri il sindaco con qualche vigile urbano coglione (e dire che lui sindaco lo è, forse voleva dirci che i vigili urbani agiscono per volontà del primo cittadino ricevendo ordini mediante appositi auricolari collegati con un microfono?). Insomma, la solita menata del contraddittorio. Come se in ogni programma sulla mafia si dovesse invitare Provenzano per permettergli di difendersi. Quello si chiama tribunale, non programma tv. Ma visto che Silvio ha messo il veto sulla partecipazione dei suoi ministri a programmi televisivi faziosi non meglio identificati, non preoccupatevi. Presto arriverà un nuovo editto, forse non dalla Bulgaria, che cancellerà tali programmi dai palinsesti. Sempre il mio preferito sindaco di Verona, quando vede che tutti i clandestini inquadrati nel collegamento dalla Campania mostrano il proprio “foglio di via” (cioè quello che, secondo una legge idiota, li obbligherebbe a lasciare l’Italia), dichiara che se davvero quelli fossero tutti fogli di via allora le forze dell’ordine italiane e la macchina burocratica funzionerebbero meravigliosamente (!). Questa sera era presente anche la signora Santanchè (put the flame on me boys), splendida come sempre (e sempre più somigliante all’imitazione), la quale rivendica di aver detto che lei i clandestini li prenderebbe tutti a calci in culo (ipse dixit), ma che in realtà vuol bene agli immigrati e vorrebbe che tutti si riconoscessero in un concetto di “patria” condiviso. Mi domando come possa un africano sentirsi italiano, anche se con il passaporto, se lascia il suo paese per sfuggire alla miseria e viene in Italia a lavorare. Io vorrei andarmene da questo paese, magari a lavorare all’estero; ma dubito che un domani possa mai sentirmi tedesco, inglese o spagnolo, anche se avrò il passaporto di una di quelle nazioni. L’italianità, se esiste (ed è tutto da dimostrare che esista), è determinata dall’essere cresciuti in Italia e non la si acquisisce con un pezzo di carta filigranata (mi viene in mente una vignetta di Mafalda, in cui lei diceva che avrebbe scritto un tema intitolato “Patriottismo e comodità” composto da domande: “i giapponesi si sentono giapponesi perché sono nati in Giappone? I tedeschi si sentono tedeschi perché sono nati in Germania?”). Invece di parlare di “patria” forse dovrebbe parlare di “società civile”, senza riferimento a zone geografiche. La geografia cambia, ma rubare, uccidere, fare del male, sono cose considerate sbagliate da sempre. E’ inoltre presente lo splendido Gad Lerner, antipatico come sempre, che messo di fronte al Leghista e alla Dark Lady si incazza e scalpita cercando di esprimere il semplice concetto che non tutti i clandestini delinquono, invano. Verona e Treviso diventano così le due città dove gli immigrati si integrano meglio (per forza, i clandestini non li contano o li fanno scappare). L’imprenditrice, se così si può dire, Santanchè si erige a paladina degli emarginati e fa pure degli ipocriti complimenti a un ragazzo nero dicendogli che vorrebbe che tutti loro avessero una casa e un sistema di welfare adeguato (questo dopo aver dato del falso buonista a Lerner, ché la coerenza è un po’ come la classe: non è mica acqua, è Chanel n°5) e soprattutto notificandogli con una nota d’orgoglio che parla molto bene la nostra lingua (o lo sta prendendo per il culo o vuole entrare a far parte dell’Accademia della Crusca, perché mentre lo dice si impegna al massimo in una dizione perfetta e cerca di utilizzare tanti congiuntivi, condizionali, trapassati prossimi e remoti quanti la grammatica italiana le permettano). Il discorso Camorra/Mafia è rimasto ai margini della questione. Alla fine non si è capito un cazzo tranne la prefazione alla puntata di Travaglio e le vignette finali di Vauro. Ah sì, pare che ci sia una forma serpeggiante di razzismo nei confronti degli extracomunitari tutti, lavoratori, disoccupati, delinquenti, regolari o non, ma questo ormai non fa più notizia. Analisi finale: questo è un paese di merda.

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