.
Annunci online

Autobiografia tragicomica
saudade
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 20 ottobre 2009
Milano.
Non avrei mai pensato che mi sarebbe mancata così tanto.
O forse è la vita che facevo là, non Milano in sé. Anzi, sicuramente è così. Perché Milano è, e resta, un posto invivibile. Ma in quel posto invivibile avevo trovato una mia dimensione.
Uscire la sera senza dover fare 20 km per raggiungere il primo avamposto di civiltà. Un appartamento mio. Gestirmi il mio tempo. L'aperitivo. Le serate a vagabondare attraversando la città perché non ci sono abbastanza soldi per il taxi. La Galleria deserta alle quattro del mattino. Il rumore del tram. Il tremolio della metropolitana. La folla in cui perdersi. Le stazioni. I negozi. I palazzi liberty, quasi tutti con una farmacia nell'angolo (quasi che il liberty porti sfiga). I vicoli del centro storico. I grandi viali di periferia. I grattacieli e le case a ringhiera. Il ritrovo radical chic di fianco al locale fighetto pieno di brianzoli figli di Papi.
Senza contare le persone.
Mi manca Milano.



permalink | inviato da ScarletMilk il 20/10/2009 alle 14:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
in nome del degrado
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 20 maggio 2009
Mi danno del disfattista di sinistra e dell'anti-progressista, del comunista e via dicendo. Ogni volta che si sollevano certi argomenti vincono sempre le ragioni di coloro che mettono gli affari personali e il guadagno di fronte al benessere e alla collettività. Va bene, sarò pure di sinistra, ma di sicuro non anti-progressista né disfattista. Semplicemente realista, e sufficientemente informato su quelle dinamiche che, sotterraneamente, governano le città. Ecco quindi che in questo spazio mio, privato, provo a spiegare le ragioni per cui a Milano si stanno pensando (e facendo) un bel po' di minchiate, inutili e dispendiose, che non porteranno alcun beneficio a questa città ma che, al contrario, non faranno altro che alimentare lo stereotipo della città grigia, fredda e affarista.
Innanzi tutto, dobbiamo sempre ricordare che Milano non si limita al suo territorio comunale, come la politica vorrebbe farci credere. Milano è molto più grande. Milano è il fulcro di un'enorme conurbazione urbana che non si sa bene dove inizia, tanto meno dove finisce. Milano è un centro, un punto da cui tutto si dirama, e il sistema-Milano ha disperatamente bisogno di essere considerato non più centro di medie dimensioni, da un milione e rotti di abitanti, ma area metropolitana a tutti gli effetti. Di certo non paragonabile con le metropoli orientali, ma comunque una rispettosa e problematica città di 4, forse 5 milioni di abitanti.
Come si può gestire una città del genere? Noi italiani non siamo abituati. Di certo il metodo più lungimirante non è incentivare il traffico privato, lo sappiamo tutti. Ma le politiche di governo del territorio nell'area milanese hanno finora portato solo strade, superstrade e autostrade, tangenziali e tunnel urbani. Tutte cose sicuramente utili per l'abitante del paese dell'hinterland, che non vede l'ora di poter prendere la Pedemontana per metterci (gli dicono) la metà del tempo per andare ovunque.
Ma queste infrastrutture non sarebbero divenute necessarie se ci fosse stata una gestione più lungimirante, e continuando di questo passo tra dieci anni ci troveremo ad affrontare nuovamente il problema della nuova BreBeMi, della nuova Pedemontana, della nuova tangenziale EstEst, nonché di altre simpatiche strade dall'impatto ambientale incalcolabile, mascherate sotto nomi e acronimi affascinanti e strumentalizzate dalla politica come stendardo di progresso e miglioramento della qualità della vita. Votaci, ti faremo la superstrada che va dal tuo cortile fin dove ti serve, ma te la faremo senza che ciò comporti rumore, traffico, disagi. Insomma, enormi puttanate.
Ciò che si deve fare ora quindi è una radicale svolta: ad esempio, invece di sperperare soldi pubblici per finanziare parcheggi sotterranei in ogni piazza, piazzetta, slargo e incrocio di Milano, si potrebbe investire nella costruzione di infrastrutture utili. Come ad esempio metropolitane e metrotramvie, piste ciclabili (con un adeguato sistema di bike sharing che -la butto lì- non si limiti alla cerchia dei bastioni ma copra una porzione un po' più ampia della città). Altro che Ecopass.
Ma in tempi di crisi si accende la tv e si sentono spot di case automobilistiche. Un anno fa c'era la mania del "da 0 a 100 in 0,5 centesimi di secondo", ora c'è la mania dell'eco. Cosa buona, sicuramente, ma se al cittadino si dà la possibilità di lasciare l'auto (anche se a metano) a casa è meglio (mentre invece una nota casa automobilistica promuove il metano dicendo che con quell'auto puoi entrare nei centri storici, messaggio aberrante).
Ecco quindi che le idee bislacche e malsane partorite dalla mente malata di qualche affarista diventano prospettiva reale: un parcheggio sotto la Darsena (dove invece bisognerebbe recuperare la memoria storica di un luogo importante dimenticato, il cui valore è testimoniato da un cartellone che mostra una foto d'epoca e che recita "la Darsena, porto commerciale di Milano negli anni '60-'70", acuendo il contrasto con quella specie di discarica che ci si trova davanti oggi); per non parlare del fanfaraonico tunnel di 14 km che collega Certosa a Linate. Come se servisse a qualcosa. "Decongestionerà il traffico in superficie", dicono. Non è vero. Raddoppierà il traffico e saranno congestionati sia il tunnel sia le strade di superficie, per via di quella legge dell'urbanistica ignota ai politici, per la quale potenziando una strada si aumenta il traffico su di essa (e sto parlando di cose che insegnano al primo anno di Architettura, non c'è bisogno di essere specialisti del settore).
Ma in una città che spaventa i suoi abitanti con un degrado urbano improbabile, come quello presunto del portico dei BBPR in corso Vittorio Emanuele, non ci si può aspettare nulla di meglio. Si recintano colonne e parchi, in nome del degrado. E si degrada ulteriormente, in nome del degrado.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. milano architettura urbanistica degrado

permalink | inviato da ScarletMilk il 20/5/2009 alle 12:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
nuvole e fiumi verdi
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 4 maggio 2009
Notare il Pirellone svettante :D






permalink | inviato da ScarletMilk il 4/5/2009 alle 20:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
prima notte nella casa nuova
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 4 maggio 2009
WHOA!

[ma il trasloco ancora da finire è - da leggere con accento siculo, non so perché]



permalink | inviato da ScarletMilk il 4/5/2009 alle 10:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
la mia prima foto da turista milanese
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 6 aprile 2009

....anche perché prima la facciata del Duomo non era completamente visibile



permalink | inviato da ScarletMilk il 6/4/2009 alle 21:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
oggi è una di quelle giornate in cui amo milano
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 28 novembre 2008

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. milano neve

permalink | inviato da ScarletMilk il 28/11/2008 alle 11:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
la grande pera
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 27 novembre 2008
Pubblico il link a un ottimo articolo di Repubblica che a mio avviso racconta bene e con la giusta ironia ciò che sta accadendo a Milano in vista dell'expo. Sottoscrivo in pieno le parole scritte. Lo so, è un po' lungo, ma ben articolato e scorrevole. Quindi leggetelo, pigri che non siete altro!

Tanto per far sapere che non tutti gli architetti sono coglioni (chi frequenta il bagno dei maschi nella navata della Bovisa rimembra la scritta "più alberi, meno architetti coglioni"). E tanto per raccontare un po' cos'è diventata la "capitale morale e culturale" d'Italia (figuriamoci il resto del paese come sta).
Grazie all'arch. Panciroli per averlo messo su facebook.

http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/economia/expo-2015/expo-2015/expo-2015.html

Per la cronaca: vogliono portare Milano a 2 milioni di abitanti. Continuano a non capire che ne ha già 6?
Ritorno alla Grande Pera (casa?)
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 24 agosto 2008

Ok, è ufficiale. Sono tornato a Milano, nel mio appartamentino. A ricordarmelo è il frigo che vibra sguaiatamente, la portinaia che sbraita nel cortile “Annaaa!” per chiamare la sciura del terzo piano, la lavatrice di fronte al cesso che mi costringe quasi a infilare i piedi nel cestello, i modellini sul mio letto (che mò spariscono perché col cazzo che torno a dormire sul divano) e soprattutto le zanzare. Impressioni particolari tornando a Milano dopo l’estate, in una città ancora semi deserta dove si trova tranquillamente parcheggio anche nel mio quartiere al sabato sera. Moltissime auto della polizia e dei vigili urbani, mai viste tante, concentrate nelle aree centrali. Un gruppo di tre ragazzi tedeschi ubriachi che cantano una canzone nella loro lingua mentre infilano via Torino. Poca gente sotto alle colonne, soprattutto stranieri, credo turisti in attesa di prendere un aereo o erasmus in via di ambientazione. Due ragazzi gay molto belli si baciano (sicuramente non sono italiani) vicino al distributore di sigarette, che ormai contiene solo marche mai sentite (mi è toccato prendere le marboro blend, che fanno venire un raschione in gola terrificante). Oggi pomeriggio mi dedicherò alla pulizia della casa, che in questo mese ha aggiunto un altro centimetro di polvere a quello che già c’era a luglio. Non credo che farò la spesa perché la Rosy mi ha dato tonnellate di vivande surgelate (che fortunatamente non si sono scongelate durante il viaggio e che quindi ora trovano nuovo domicilio nel mini freezer, che ci ha messo più o meno trenta secondi a raffreddarsi tanto è piccolo). Caffè fortunatamente ce n’è. Ultimo giorno di quasi fancazzismo, preparativi generali per accogliere la Marzia nei prossimi giorni. Mi sento un po’ solo qua dentro, è molto probabile che esca dallo sciopero. Entrando in città ho avuto la strana sensazione di sentirmi a casa, non so ancora se è positiva o negativa. Sarà l'abitudine, dopo 5 anni. Credo che, in fondo in fondo, mi dispiacerà lasciare Milano.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Milano

permalink | inviato da ScarletMilk il 24/8/2008 alle 13:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il taxi fuorilegge
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 8 giugno 2008

Ieri sera siamo andati col Chiccone Nazionale al Magnolia, che per chi non lo sapesse è di fianco all'aeroporto di Linate di fianco all'idroscalo. Che è in comune di Segrate. Poi, conoscendo il pollo, io e la Stella abbiamo pensato di andarcene verso le due e mezzo, perchè se avessimo aspettato Fede probabilmente saremmo ancora all'idroscalo. Idea: andiamo all'aeroporto e prendiamo il taxi, tanto figurati se all'aeroporto non c'è. Cammina cammina, arriviamo al terminal degli arrivi che a quell'ora è giustamente deserto. Telefoniamo al numerino del taxi e l'operatore mi dice che loro all'aeroporto non possono venirci a prendere perchè è fuori dal comune di Milano e ci consiglia di fare viale Forlanini a piedi fino al cartello MILANO.
MA CAZZO!
LINATE!
L'AEROPORTO INTERNAZIONALE FORLANINI DI MILANO!
MA PORCAPUTTANAEVA!

Poi fortunatamente ci ha portato in centro Fede, dio lo benedica, e invece di 15 euri di taxi il viaggio mi è costato una sigaretta.....però.........................................................................
LETIZIA! CAZZO! LA FACCIAMO LA LINEA 4?




permalink | inviato da ScarletMilk il 8/6/2008 alle 13:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Valutescion
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 28 maggio 2008

Quando una Scuola è seria, è seria. Il Politecnico di Milano, come ogni Ateneo credo, verso la fine dei corsi permette di compilare anonimamente dei giudizi sui corsi in base a diversi parametri come la puntualità dei professori, la loro disponibilità, l’adeguatezza delle strutture e dei materiali forniti, il rispetto del carico di lavoro previsto dai crediti, eccetera. Democraticamente ogni studente valuta i suoi professori. Negli scorsi quattro anni questi questionari anonimi sono finiti puntualmente nel cestino, perché nessuno ne ha mai tenuto conto. Quest’anno invece sono stati letti, anche perché sono uscite le valutazioni di un organo dell’Unione Europea per giudicare la qualità dei corsi. Su una scala da 1 a 5 i diversi corsi integrati, monografici, opzionali o di laboratorio vengono valutati. Risultato: tutti i Laboratori di Progettazione dell’Architettura non superano il 3.5, eppure sono i corsi che ti dovrebbero accompagnare alla laurea e rappresentano la fetta più grossa del totale dei crediti (inoltre dall’anno prossimo è prevista una revisione generale in concomitanza della pensione del divo del polimi: il suo corso non ci sarà più e i laboratori da 16 crediti diventeranno di 24, accorpando altre materie che ora sono corsi monografici). Insomma, i vari professori che comandano sono stati bocciati dall’UE. Ecco perché questa volta le valutazioni degli studenti sono state guardate, ed ecco perché adesso gira una circolare per l’Ateneo in cui alcuni professori dichiarano di non riconoscere valida la valutazione degli studenti (stranamente sono quelli che hanno ricevuto un giudizio negativo da entrambe le parti, dagli studenti e dall’Europa).

Quindi ci troviamo davanti a professori di PROGETTAZIONE che non insegnano ma impongono le proprie idee, che se ne fregano delle varie normative facendo progettare ecomostri, che non hanno la minima sensibilità riguardo ai problemi contemporanei dell’architettura, come ad esempio il discorso sull’ambiente. E che, non contenti, si dichiarano immuni dalle valutazioni degli altri. Un po’ come il Papa che è infallibile e solo Dio può giudicarlo, vale a dire che finche stanno su questa terra si fa i cazzi suoi perché tanto è infallibile. E come se non bastasse, non gradiscono il fatto che uno studente voglia laurearsi in una qualsiasi altra materia, come ad esempio Restauro o Interni. Le tesi dei laboratori cosiddetti “minori” vengono puntualmente delegittimate e smontate, al punto da far scoppiare in lacrime lo sventurato laureando il giorno della discussione (come è successo recentemente), il tutto in nome di “alti principi” e altre cose che per importanza nell’ecosistema globale sono assimilabili a un singolo lombrico. Certo, è una forma di vita. Certo, se si estinguessero i lombrichi ci sarebbero problemi. Però cazzo, è un lombrico. Uno.

Discutere del nulla nel nulla. Deliri da manie di protagonismo e letture superficiali.
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 15 gennaio 2008

Nel mio cazzeggio (meritatissimo) pomeridiano mi perdo per le rotte dei naviganti. Girovago per la rete e traggo spunti, leggo articoli, guardo cazzate e cose serie. E’ un po’ di tempo che non guardo il telegiornale né compro quotidiani a causa di un modellino e altre cose. Avevo sentito non mi ricordo da chi di una retata al Lelephant e oggi mi sono informato. Pare che nel locale ci fossero 10 agenti in borghese, raggiunti poi da altri 20 in divisa. Pare che abbiano circondato il locale, identificato tutti i presenti per poi chiamarli cognome e nome fuori uno alla volta. E pare che infine abbiano perquisito tutto senza trovare niente. Hanno fatto una sola multa perché il cartello “vietato fumare” era messo male (come per dire “beh non possiamo non farne neanche una”). Ora io non so spiegarmi questa cosa. Vivo in questa città da quattro anni, tre mesi e dieci giorni. E in quattro anni, tre mesi e dieci giorni non ho mai sentito una cosa simile. Almeno non in locali come il Lelephant (non ho mai capito quale articolo bisogna metterci davanti, se sbaglio e c’è qualcuno che lo sa me lo dica), che è un normalissimo bar con qualche tavolino, qualche sedia, qualche divano, un bancone con dietro dei baristi e dei clienti che ordinano da bere. Non posso dire di essere un assiduo frequentatore, ma non ci ho mai visto nulla di losco o di illegale. Semplicemente gente che chiacchiera davanti a un cocktail. Gente di tutti i gusti, gay, etero, indecisi e via dicendo. Perché mettere una trentina di poliziotti a presidiare un bar in una zona per niente malfamata come il quartiere di Porta Venezia? Perché identificare tutti gli avventori e poi chiamarli fuori uno alla volta? Non riesco a capire. Sembra quasi un atto intimidatorio, come un avvertimento. Vi teniamo d’occhio. È inquietante, davvero. Perché i poliziotti sapevano benissimo che al Lelephant non avrebbero trovato niente di niente. Non è che i poliziotti sono coglioni, se vogliono trovare sanno benissimo dove andare a cercare. Basta cambiare zona, locale. Perché sono andati nel locale gay storico di Milano? Misteri milanesi. Intanto sul panorama gay milanese imperversa anche la polemica sull’ordinanza che impone la chiusura alle 22 dei locali in via Sammartini. Ma su questo io non posso che fare i complimenti a chi ha preso questa decisione. Via Sammartini è uno dei posti peggio frequentati di Milano: sarà che da un lato c’è la massicciata della Stazione Centrale, sarà che hanno aperto molti locali-scopatoio, sarà che è una zona centrale ma abbastanza appartata per poterci fare un po’ quello che si vuole e quindi tra droga e prostituzione ci si può fare una fiera internazionale (altro che Rho). Ma via Sammartini non rappresenta gli omosessuali. I gay non sono solamente quelli che vanno in via Sammartini a scopare.

Leggevo inoltre i commenti alla notizia e ho notato un paio di cose. Tralasciando i discorsi (senza senso) di chi dà ragione o meno a Felix Cossolo, che inspiegabilmente dichiara che Milano non è degna dell’Expo 2015 perché via Sammartini fa schifo (non è solo via Sammartini a essere degradata, ma mezza città). Chi dice che “a Milano si respira aria europea” è prevalentemente del sud. Non so come sia vivere al sud, ma se i meridionali hanno questa idea di Milano è perché non l’hanno mai vista o perché si sono fermati al primo livello di lettura (cioè quello delle vetrine). Io posso parlare per esperienza personale, quindi di un emiliano che vive a Milano temporaneamente (ma che la conosce molto bene) e che un pochino di Europa ha avuto la fortuna di vederla. E per esperienza personale posso dire che a Milano di europeo c’è solo qualche bandiera davanti agli edifici pubblici. Ma non per quanto riguarda i gay e basta, proprio per tutto. Ho già esternato le mie opinioni su questa città molte volte su questo blog, le quali si possono riassumere in una frase: Milano, in fondo, fa schifo. Ma Milano è un campione di Paese. Ne consegue che l’Italia, in fondo, fa schifo.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. gay milano lelephant

permalink | inviato da ScarletMilk il 15/1/2008 alle 17:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Fescion victim
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 13 gennaio 2008

Due arrivano a Milano la sera tardi, girano per i vicoletti nelle vicinanze alla ricerca di un parcheggio. Lo trovano, dopo essere passati almeno dieci volte in piazza Quasimodo – via San Vito – via Celestino V – piazza Vetra – via Cardinale Caprara – piazza Quasimodo. Vabbè ammettiamo che due sono arrivati a Milano e hanno trovato parcheggio in via San Vito (miracolo a Milano). E ammettiamo anche che sono le dieci di sera e che non hanno ancora cenato. Due hanno una fame porca ma sono stanchi per cucinare, quindi decidono di andare in pizzeria. Due si vogliono mangiare la loro pizza in tranquillità e poi salire in casa e andare a dormire. Ma. Perché c’è un ma. Due si siedono. E subito dopo si siedono altri due nel tavolino di fianco. Quindi due più due. I nostri due, quelli del parcheggio in via San Vito, guardano gli altri due. Gli basta un’occhiata per battezzarli “oh, anche a voi piace il cazzo eh?”. Infatti. Cominciano a parlare. Uno dei due parla a macchinetta di un’azienda di moda in cui lavora blablablablabla collezione invernale uomo blablabla collezione estiva donna perché la donna blablabla. L’altro risponde a monosillabi con una vocina da checchina che poverina. Non tacciono un minuto. Parlano solo ed esclusivamente di moda mettendo a caso i termini “Armani”, “Versace”, “Dolce & Gabbana” in frasi messe insieme a caso. Vi assicuro che mangiare sentendo quelle frasi non è stata una bella esperienza. Odio le checchine milanesi fashion victim.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. fashion victim

permalink | inviato da ScarletMilk il 13/1/2008 alle 23:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Caldo
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 21 luglio 2007
ho caldo.
ho caldo.
ho molto caldo.
molto.

molto, moltissimo caldo.
caldissimo.

le ventilateur non è abbastanza.
le ventilateur costava 14,90€
le ventilateur è una chiavata.

caldissimo.
l'asfalto si scioglie.
la pattumiera puzza.
sudo e mi dà molto fastidio.
studio e sudo, manco stessi correndo sul tapis.
la mia attività fisica è ridotta a sudare.
dopo questo periodo avrò delle ghiandole sudorifere con dei bicipiti e dei pettorali enormi.

caldo.
non dormo.
la portinaia neanche.
e urla.
in più sarà la quarantesima lezione su kahn che devo imparare.
e kahn ha progettato, tra le altre cose, il parlamento di dhacca, in bangladesh.
e in bangladesh che c'è?
caldo e zanzare.
come a milano.
tutto il mondo è paese.



permalink | inviato da ScarletMilk il 21/7/2007 alle 18:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Appropriazione indebita di Luogo pubblico
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 9 giugno 2007

Metropolitana linea 2. Sant’Ambrogio, fermata Sant’Ambrogio. Metto le cuffie e le schiaccio contro l’orecchio per sentire nonostante il casino del treno. Le stazioni passano mentre io ascolto la mia musica dal cellulare. Flirto con uno, un bellissimo ragazzo. Lo guardo, mi guarda, mi sorride, gli sorrido “UDINE, FERMATA UDINE” cazzo devo scendere. Cena a casa di Paolo, con vista su vecchia fabbrica scrostata adibita a palestra, piastrelle azzurre in cucina, pollo con paprika e…come si chiamavano? Ah sì, anacardi. Alcol. Colonna sonora di Shortbus (“is you is or is you ain’t my baby, maybe baby found somebody new, or is my baby still my baby true”). Macchina. Milano, circonvallazione sterna (buoni vecchi Afterhours). Frida. Altro alcol. Seduti sull’asfalto a bere e parlare. “Mi riesci ad allungare in via Farini che prendo il 3?” Milano, via Farini. Il 3 non passa. Prendo il 4, vista l’ora va bene qualsiasi cosa che mi permetta di raggiungere il centro senza dover attraversare a piedi lo scalo ferroviario. Castello. Via Dante. Vicoli. Colonne. Transenne. Polizia. Gente in piedi attorno alle transenne. Nessun suono di bongo o chitarra. Nessun africano mi chiede se voglio del fumo. Passo, vado a prendermi un kebab all’angolo perché ho fame e sono troppo ubriaco per andare a dormire senza nulla di solido nello stomaco. Torno indietro mangiando il kebab. Colonne di nuovo. Grappolo di persone, uno striscione, COLONNE LIBERE, polizia, cori, manifestazione. Tristezza. Abbiamo perso uno dei luoghi simbolo della notte milanese, forse l’unico luogo che veramente mi piaceva. Forse l’unico LUOGO di Milano. L’unico posto dove è possibile bere, fumare, parlare, suonare, tirare tardi, rilassarsi, spendere poco, stare insieme, fregarsene, essere sé stessi, divertirsi senza artifici, tornare puri in un certo senso. L’abbiamo perso grazie a lei, la sindaca dei poveri, quella che prende il tram in incognito per vedere la sua città. Quella che ha sposato un petroliere ed è stata a Roma 5 anni con Silvio a rovinare un po’ la Repubblica. Quella che ha vinto per un soffio le elezioni in una città di destra. Lei, attenta al particolare, si preoccupava per le donne incinte. Si preoccupava del fatto che la periferia milanese fa schifo. Si preoccupava del fatto che una donna non può camminare per le vie cittadine senza rischiare di essere stuprata. Quella che vuole cambiare Milano. Quella che la vuole rendere una metropoli europea davvero. Ha transennato la piazza più bella. L’unica piazza, come la intendiamo noi, non milanesi. Perché dov’è un luogo altrettanto domestico, familiare, amichevole in questa città? Piazza del Duomo serve solo ai giapponesi e per darsi appuntamento per poi scappare via il prima possibile. Piazza Castello non è una piazza ma un incrocio. Piazzale Cadorna è inquietante con quel gigantesco ago, ed è come trovarsi in tangenziale Est all’ora di punta. Piazza San Babila è blindata perché lì dietro c’è via Montenapoleone. Piazza Sant’Ambrogio è un parcheggio. L’unica piazza è stata trasformata in una prigione. Piazza San Lorenzo non è di proprietà della Moratti, non è neanche della cricca dei suoi “amiconi” che negli ultimi anni ha lentamente trasformato il Corso in un centro commerciale di lusso (Armani, Versace, Richmond, Guru). Piazza San Lorenzo è di proprietà del Comune. E il Comune è DI TUTTI. Hanno derubato la comunità milanese, almeno una parte di essa. Col pretesto che al mattino c’erano troppe bottiglie spaccate per terra, come se quattro cocci di vetro possano valere quanto un Luogo in una città che non ne ha. Brava sindaca, complimenti. Continui così e riuscirà a rendere Milano una metropoli europea. Continui così per far rinchiudere tutti in locali chic, per far pagare a tutti 15 euro per un cocktail così magari bevono meno. Io no però.




permalink | inviato da ScarletMilk il 9/6/2007 alle 12:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Scatti Milanesi
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 3 marzo 2007




Appena tornato da una serata al Gioia 69...nulla di sconcio, è solo il nome della via e il numero civico...appunto, il nome della via...io abito alle Colonne di San Lorenzo...via Melchiorre Gioia è esattamente dall'altra parte della città e alle quattro non ci sono mezzi pubblici, solo taxi. E poichè non avevo abbastanza soldi per il taxi l'ho fatta a piedi...non fatelo mai.
P.S. NON C'E' PIU' IL FUTURO DI UNA VOLTA
P.P.S. Maracaibo si balla anche da sobri
P.P.P.S. L'unica categoria che ha veramente il potere è quella dei buttafuori.

SCATTI RANDOM








permalink | inviato da il 3/3/2007 alle 4:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Tamarrate Metropolitane
post pubblicato in (Do) I love Milano (?), il 1 marzo 2007



permalink | inviato da il 1/3/2007 alle 23:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia maggio       
tag cloud
links
calendario
cerca