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Autobiografia tragicomica
il portafruttesimo
post pubblicato in Satira, il 9 gennaio 2009
[AVVERTENZA: il seguente post non intende offendere nessun Credo religioso né i fedeli. Vuole solo mettere in luce taluni aspetti controversi della religione, più o meno evidenti in ogni confessione. Se non siete dotati di senso dell'umorismo non leggete oltre.]

Notizia dal sito gay.tv, un'inchiesta sui gay tra i testimoni di Geova. La cosa mi solletica e vado pure sul sito dei testimoni a curiosare. Chissà, magari capisco la ragione che li porta a rompere i coglioni alla gente la domenica mattina per lasciare materiale propagandistico nelle cassette postali.
Purtroppo non trovo la risposta al mio quesito, ma leggendo le motivazioni che hanno portato questo gruppetto di pionieri della fede online a fare il sito mi spancio dalle risate.
Incredibile ma vero: tutto nasce da Tizio (non testimone di Geova) che ha un'irrefrenabile voglia di navigare in Internet ma che non ci capisce una mazza. Allora Tizio chiede a Caio (testimone di Geova) che di informatica ne sa a pacchi, il quale gli insegna a navigare. Dopo un po' Tizio comincia a fare a Caio delle domande strane, da cui Caio deduce che Tizio si è informato su Internet riguardo ai testimoni di Geova. Domande tipo "ma è vero che voi fate il lavaggio del cervello" fanno girare i coglioni a Caio, che decide insieme a qualche amichetto di aprire il sito per chiarire chi siano i testimoni di Geova. Tralasciando l'esempio di fulgida intelligenza dataci dal nostro amico Tizio, nell'aver chiesto a un testimone di Geova se è vero che i testimoni di Geova fanno il lavaggio del cervello (veramente una volpe alla ricerca dell'obiettività, non c'è che dire), la cosa divertente sta nel linguaggio utilizzato. Un capolavoro di rara bellezza, persino meglio del simpatico volumetto "Una storia italiana" contenente le gesta e i miracoli in vita dell'attuale Primo Ministro (ricordate il divorzio, reso come "amore che si trasforma in fraterna amicizia"?).
Questa la miccia. Vado a guardare altri siti di altre organizzazioni religiose, dalla Chiesa Cattolica a Scientology. Tutte uguali, sembra che abbiano affidato i testi di presentazione alla stessa persona (a parte l'eccezionale sezione del sito dell'Osservatore Romano, la meravigliosa e imperdibile rubrica "le più belle foto del papa", per cui bisogna fare assolutamente un'eccezione).

Quindi mi chiedo... ma questa gente, questi fanatici che tentano di imporre l'uno all'altro la propria visione del mondo predicando però la pace e la tolleranza... ma ci sono o ci fanno?

Mi spiego.

Se io credo fermamente nell'Onnipotente Portafrutta di dubbio gusto che mia madre ha sventatamente messo sul tavolo, cercherò in ogni modo di convincere il mondo intero che l'unica vera religione è il Portafruttesimo. Ma come faccio a convincere il mondo che la Verità sta nell'Onnipotente Portafrutta se scrivo cose paragonabili al tema di un bambino di otto anni che vuole compiacere la maestra? E come faccio a restare serio, se mentre dico che tutti dovrebbero convertirsi al Portafruttesimo dico anche che voglio la pace tra i popoli e la fratellanza? Insomma, questo cazzo di Onnipotente Portafrutta non è che per caso è una cosa a caso che qualcuno ha interpretato per mantenere il potere e il controllo su una comunità di menti deboli e poco allenate al pensiero? E che chiunque non si adegui al volere del Portafrutta venga condannato, rinnegato, esiliato, scomunicato, è una coincidenza o fa parte del concetto di "fratellanza e amore" che a parole tutti i portafruttesimi predicano?

Sapete che vi dico?
Io, Pontefice Massimo del Portafruttesimo, riporto le tavole con i Comandamenti che l'Onnipotente Portafrutta mi ha rivelato in sogno:
  1) Fai un po' quel cazzo che ti pare, l'importante è che non rompi i coglioni agli altri.
  2) Fatti i cazzi tuoi e vedrai che vai in paradiso.
  3) Non rompere i maroni con preghiere e richieste di grazia: la Sfiga esiste ed è sempre in agguato, e non ci si può fare niente.
Tre semplici regole.
A chi volesse affiliarsi: inviatemi una mail e vi fornirò il numero di conto corrente su cui versare la quota associativa di 250,000 €. Riceverete (prima o poi, ma dipende da come sono messe le Poste nel vostro paese): un kit per il battesimo faidatè; un kit per il piccolo evangelizzatore; la tessera (che vi permetterà di avere uno sconto del 2% dal Lurido del Cimitero Monumentale a Milano - quello dei viados); una rivista porno, che fa bene all'anima; una copia dei comandamenti; una foto del Portafrutta autografata.
ADESTE, FIDELES!



permalink | inviato da ScarletMilk il 9/1/2009 alle 20:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa
la cucina dolce forno
post pubblicato in Satira, il 13 dicembre 2008
Il fatto è che quando sei gay tutti cominciano a pensare a te come a un ragazzo che da piccolo desiderava la cucina dolce forno, come se questa fosse uno strumento diabolico delle lobby gay mondiali per creare e plasmare nuove piccole checche. Non è così, anche se devo ammettere che avrei preferito la cucina dolce forno ai robotransformer. Ma su tutto c'erano i Lego (piccoli architetti crescono).

Reduce da una noiosa e pensosa serata in casa da solo spaparanzato sul divano, dopo una giornata passata al computer a disegnare parcheggi, sono qua che penso fondamentalmente a due cose:
1) che ho quasi finito le sigarette, ma visto che piove e che sono in pigiama non scenderò a comprarle;
2) che sarebbe ora che mi facessi la barba, che comincia a prudere.
E mentre sono assorto in questi alti e illuminanti pensieri sento la tv che parla di calciatori gay e via dicendo, per cui mi viene in mente che, cazzo sì, per un calciatore non dev'essere mica facile essere frocio. No perché quando dici che sei gay, oltre alla cucina dolce forno, tutti pensano alla tua spiccata sensibilità, alla tua capacità di memorizzare i nomi dei colori più assurdi e di saperli poi riconoscere (dal malva al lavanda, passando per il celeste carta da zucchero), alla tua formidabile anima creativa artistica, alla tua bravura nell'accostamento dei vestiti. Tutta roba che ti rende preda di innumerevoli Grace in cerca del loro Will. Certo, ci sono anche quelli che ti schifano o ti guardano con odio, ma generalmente inizia la fiera del luogo comune.
Questo post non ha un motivo preciso per cui è stato scritto. Principalmente è che mi è venuta in mente la cucina dolce forno e volevo farvi partecipi.
Perché io, da piccolo, la volevo. Non quanto i Lego, ma la volevo. E non perché ero inconsciamente già una piccola checca in erba, bensì perché ho passato l'infanzia tra la cucina di mia madre e quella di mia nonna. E nel vedere mia nonna cucinare e mia madre andare avanti a surgelati, volevo porre fine a tali torture cinesi a base di quattro salti in padella. Volevo essere un piccolo cuoco. Poi, solo poi, sono diventato frocio. Ma, lo ribadisco a scanso di equivoci perché non mi stupirei se il Vaticano cominciasse a delirare anche nel campo dei giochi per bambini, la cucina dolce forno non c'entra. Forse è uno strumento per la formazione di piccoli cuochi, ma per piccoli froci no.

(sono particolarmente orgoglioso del sugo che ho fatto oggi, se permettete)

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permalink | inviato da ScarletMilk il 13/12/2008 alle 1:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
Non so chi sia il genio che l'ha fatta, la pubblico perchè mi stavo pisciando addosso dalle risate
post pubblicato in Satira, il 10 settembre 2008

Kiss me Silvio
post pubblicato in Satira, il 30 gennaio 2008
Girovagavo quando ho trovato questa cosa meravigliosa (su http://johnsoda.splinder.com/)



Un giorno di pioggia
Pierferdi e Gianfranco incontrano Silvio per caso
Poi Walter finita la pioggia l’incontra
E si scontra con Silvio e così

Il dolce sorriso di Silvio
Nel loro pensiero ora c’è

Kiss me Kiss me Silvio
certo il loro cuore
palpita d'amore
amore sì per te.

Kiss me Kiss me Silvio
sono affezionati
e innamorati
e pensan sempre a te.

Ma pure Clemente che è un buon amico
del biondo ed atletico Dini
Si è già innamorato di Silvio
Ma ancora non sa che anche Dini lo è

Ed ecco che la gelosia
In questa storia entrerà

Kiss me Kiss me Silvio
certo il loro cuore
palpita d'amore
amore sì per te.

Kiss me Kiss me Silvio
sono affezionati
e innamorati
e pensan sempre a te.

Il tempo sistema un po' tutte le cose
e Dini e Clemente fan pace
l'amore ha bussato alla porta di Silvio
e forse ora lui gli aprirà

Chissà chi sarà il fortunato
che il Nano così sposerà

Kiss me Kiss me Silvio
certo il loro cuore
palpita d'amore
amore sì per te.

Kiss me Kiss me Silvio
sono affezionati
e innamorati
e pensan sempre a te.

Kiss me Kiss me Silvio
certo il loro cuore
palpita d'amore
amore sì per te.

Kiss me Kiss me Silvio
sono affezionati
e innamorati
e pensan sempre a te.




permalink | inviato da ScarletMilk il 30/1/2008 alle 11:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Com'è bella la cappella
post pubblicato in Satira, il 14 novembre 2007



permalink | inviato da ScarletMilk il 14/11/2007 alle 20:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Roberto Benigni - Quando penso a Berlusconi
post pubblicato in Satira, il 15 dicembre 2006

Roberto Benigni - QUANDO PENSO A BERLUSCONI
Meravigliosa


(PARLATO)
Questa è la canzone più allegra del mondo. È una canzone che possono cantare grandi e piccini,
medi ed anziani, piccoli e grandi e via e via e via...
Privatizziamo il debito pubblico! Sciogliamo le camere! L'emendamento in contumacia!
Questa è una canzone che non ha niente a che vedere con la politica.
Chiunque si riconosca è puramente casuale. Il titolo è 'Quando penso a Berlusconi'.
È la canzone dell'allegria di vivere in Italia: L'Italia!! Il paese più bello del mondo.
Ma vogliamo... ma vogliamo sdilungarci nell'Italia? Ah, che soddisfazione lo sdilungamento italiano.
È la mia sensazione di quando mi sveglio la mattina a letto e dico:
'Ma dove sono? Ma, ma che sono veramente italiano?'.
Non ci credo io stesso alle mie.. a..., a..., a... Ma andiamo avanti!
È la gioia di vivere, di essere contemporaneo dei contemporanei,
di vivere nella terra... Ma andiamo avanti! Ma ve la voglio cantare più che dire! Attacca banda!

 

(CANTATO)
Ah, che bellezza essere italiano
quando al mattino l'aria s'improfuma,
quando al barista chiedo da lontano
'Augusto, un cappuccino senza schiuma!'.
E mentre lo sorseggio mi ci beo
e penso alla Madunina e al Colosseo
e mentre penso al Ponte dei Sospiri
senza volerlo vado su di giri.
Penso ai Bronzi di Riace
e il mio corpo si compiace
e mi eccito parecchio
quando penso a Ponte Vecchio...
 
Ma poi penso a Berlusconi
e mi si sgonfiano i coglioni.
Mi si sgonfiano le palle
non so piu' dove cercarle.
Quando penso a quel biscione
mi si abbassa la pressione.
L'apparato genitale
c'ha un collasso verticale
Quando penso a Berlusconi
il testicolo s'ammoscia
tutto il corpo mi s'affloscia
ogni cosa mi va giù
e non si rizza più.
Non mi si rizza più.

 

(PARLATO)
Eh, c'è da ridere e c'è da piangere cari elettori ed elèttrici.
Eh, noi si scherza ma sulle malattie c'è poco da scherzare.
C'ho la Berlusconite! Come cosa è? La Berlusconite!
E il dottore mi ha consigliato di pensare che abbiamo avuto una grande storia,
una grande geografia, un grande passato. Provi a pensare, che ne so, a Mazzini, a... a... a... a...
ma provi a pensare a chi gli pare a lei. Gliel'ho attaccata anche a lui.
Va bene, finché dura io ci provo. Finché dura. Vediamo quanto dura. Vai attacca!

 

(CANTATO)
Ma è sempre bello essere italiano
ai tempi nostri e a quelli di Ben Hur,
Colombo, Dante, Cesare, Tiziano
e Camillo Benso conte di Cavour.
Sorseggio il cappuccino e mi ci beo
pensando a Garibaldi, a Galileo
poi mi sento il corpo turgido, gagliardo
se penso che discendo da Leonardo.
Penso a Coppi sul Tonale
e mi sale su il morale
e mi sale un'erezione
quando penso a Cicerone.

Ma poi ripenso a Berlusconi
e mi si sgonfiano i coglioni.
Mi si risgonfiano le palle
e non so più dove cercarle.
E quando penso a quel biscione
mi si abbassa la pressione.
L'apparato genitale
c'ha un collasso verticale.
Quando penso a Berlusconi
il testicolo s'ammoscia
tutto il corpo mi s'affloscia
ogni cosa mi va giù
e non si rizza più.
Non mi si rizza più.

 

(PARLATO)
È diventata una cosa tremenda! Non so piu' che fare,
dove andare, chi cercare, che sentire, che odorare, che tastare.
Eh, mi mettono in quarantena, in cinquantena, in sessantena, in settantena in centoventitreena.
Non posso muovermi, girare, non so dove andare.
Con le donne! Con la donna italiana, che e' la piu' bella del mondo.
Mi fanno ridere le francesi, le australiane, le andorrane, le liechensteniane.
Ah, le liechensteniane. Mi fanno ridere! Ma vogliamo mettere le italiane?
La donna più chic, più raffiné, più remuneré del mondo.
La donna italiana è la più vezzosa, la più garmidiosa, la più bellosa, la piu' gangarosa.
Io esco con una che ci diamo del lei pure nell'atto intimo.
'Prego si sdrai, si accomodi, si metta così, si metta cola'. Dopo di lei,sopra di lei, sotto di lei,
a lato di lei, di qua di lei. Alzi la gamba, sposti il ginocchio, via il calcagno, giù la coscia,
prego dopo di lei'.
Si chiama Luana. È una cosa eccezionale.
Sanno che non mi devono nominare quell'azienda, da nessuna parte.
Niente che riguardi quella persona là, quell'ambiente là, quella situazione là. Alla larga!
Oramai mi basta poco, mi basta un niente, mi basta un, un un pilo.
Mi basta un... un un capello. Mi basta un nonnulla. Ma ve la voglio raccontare. Vai banda, vai!

 

(CANTATO)
Che bella che è la femmina italiana
vestita, nuda, rossa, mora o bionda.
Iersera sono uscito con Luana
che c'ha un sorriso come
la Gioconda.
E ha due monti rosa dentro al reggiseno
e gli occhi color del lago Trasimeno.
Insomma il corpo come lo Stivale
e monti, vallate e parco Nazionale.
Eravamo su un bel prato
fra il profumo della menta
quando lei mi ha sbottonato
sussurrando 'Mi consenta'.
 
Ciò che sembrava una locomotiva
è diventato un nocciolo d'oliva
e Luana, da italiana, non ci crede
e mi domanda 'Amore che succede?'.
Io mi arrabbio e dico
'Dai, mi domandi cosa c'è?
Ma tu ancora non lo sai
quel che mi succede a me?'

(PARLATO)
Luana, ma porca della miseriaccia zozza!
Ma sei rimasta l'unica in Italia, nel mondo anzi, a non sapere il germe batterico che mi contrae il corpo. Non mi devi parlare di quella cosa là nel momento culminante dell'attimo suadente.
Te lo dico per l'ultima volta Luana, ma non te lo devi scordare. A me, io,

 

(CANTATO)
Quando penso a Berlusconi
mi si sgonfiano i coglioni.
Mi si sgonfiano le palle
non so più dove cercarle.
Quando penso a quel biscione
mi si abbassa la pressione
e l'apparato genitale
c'ha un collasso verticale.
Quando penso a Berlusconi
il testicolo s'ammoscia
mi si appoggia sulla coscia,
mi va tutto alla rovescia.
Il morale mi si sfascia,
non mi scappa più la piscia.
Si sfrantuma la brioscia
mi diventa moscia, moscia.
Si scaloscia la bagascia
ogni cosa mi va giù
e non si rizza più.
Non mi si rizza più.




permalink | inviato da il 15/12/2006 alle 13:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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