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Autobiografia tragicomica
Sua Eccellenza il Pilutecnico
post pubblicato in Personals, il 28 febbraio 2008

Dunque. Sono incazzato col Politecnico. Ma tanto. Andiamo con ordine: matematica. L’ho passato, ho preso 18 (il primo diciotto della mia carriera universitaria lo dovevo prendere in matematica…m’immagino la Carla se lo sapesse quante grasse risate). Ma perché ho preso 18? Perché quel blocco di ghiaccio della professoressa oltre ad essere di ghiaccio è pure stronza: fa il primo parziale con l’argomento A e B, ma io non ho il tempo di studiare e non lo passo. Poi fai il secondo parziale, dici espressamente che metti l’argomento D (il C non si capiva perché l’ha fatto in una lezione a metà strada) e poi invece metti sia il C che il D. Vabbè, prendo 18 e lo supero (fucking argomento C). Devo recuperare il primo, stavolta studio bene gli argomenti A e B, vado a fare il compito e trovo gli argomenti A e C. Ma allora mi prendi per il culo. Maledette curve parametriche. Altro 18. E vabbè, fa media e me lo tolgo dai coglioni, tanto sono solo 4 crediti e non ne vale la pena.

Questo era venerdì. Dopo l’esame torno a casa e comincio a studiare Estimo che ho l’esame lunedì. Studio come un coglione e lunedì quella romagnola di merda della professoressa (per essere gentili, perchè potrei osare di più) organizza l’esame così: prima fa uscire tutti i frequentanti e fa fare uno scritto ai non frequentanti (mossa mai vista prima al Politecnico). Passa uno alla volta da ogni persona seduta in aula e detta una domanda. Poi ripassa e ne detta un’altra. Sempre uno alla volta. Poi aspetta 10 minuti e fa consegnare, tra le proteste di quelli che erano in fondo e hanno avuto solo 10 minuti per rispondere, mentre i primi hanno avuto oltre un'ora. Poi ci richiama dentro, ma non ci interroga sul lavoro di gruppo. Si mette a chiamare uno alla volta i non frequentanti, gli corregge il compito davanti e gli fa un orale di un quarto d’ora. Quaranta non frequentanti da interrogare per venti minuti a testa fa 13 ore e venti minuti. Alle sei ne aveva fatti 11. A noi e agli altri 11 gruppi (di 4-5 persone l'uno, quindi altre quaranta persone abbondanti) ci fa “tornate giovedì” e io le dico “guardi, giovedì ho l’esame di Impianti…” e lei “beh sarà mica la prima volta che fa due esami in un giorno”. Ma fottiti. Oggi, giovedì, vado a fare Impianti (con lo scritto infinitamente più difficile rispetto a quello del primo appello, due settimane fa, ma credo di averlo passato senza disonore, nonostante fossi distratto dalla straordinaria somiglianza tra il professore e Cuffaro - ebbene sì, era la prima volta che lo vedevo, non sono andato a lezione perchè fino a gennaio non sapevo se il mio professore sarebbe stato lui o l'altro, che ho conosciuto l'anno scorso e mi è bastato, visto che era uno di quelli che se ti alzi in mezzo a 150 persone ti chiede "lei dove va?" al microfono, cui puoi rispondere solo con "vuole un disegnino o ci arriva da solo?", cosa che ho inconsciamente detto e che mi ha ovviamente messo in cattiva luce mannaggia alla mia bocca). Insomma, faccio lo scritto di Impianti e poi vado dalla prof. di Estimo che ci dice tranquilla “ah oggi non riesco a farvi perché devo finire i non frequentanti, forse lunedì o martedì ma dipende dalle aule libere perché ci sono le lauree”. Sì, e poi vuoi anche il numero di cellulare per dirmelo? Aspettiamo ancora un po’ e poi si decide ad andare a chiedere a Mimmo le aule libere, torna con calma e ci fa “martedì alle dieci, ma non so se riesco a finire”. Mi prendi per il culo e ti permetti di insegnare fondamentalmente la gestione di un progetto.

Nota: io ho studiato Estimo due giorni per niente togliendo tempo a Impianti, venerdì prossimo ho sempre l’esame di Fotografia e martedì 11 ho sempre la consegna di Interni.

Più vado avanti in questa Facoltà più la sensazione che in realtà non mi serva a un cazzo si acuisce. Capito perché schiocco?

L'eterno ritorno: benvenuta settimana pre-natalizia!
post pubblicato in Personals, il 12 dicembre 2007

Si preannunciava di fuoco, e lo è. Già lunedì mattina si presagiva nell’aria l’odore del casino. O forse era solo il freddo atroce che c’era a Reggio. Archivio di Stato con annessa corsa alle Poste per pagare ben 60 centesimi per fotocopiare una cazzo di pianta (ho pagato più di operazione postale che di altro), Comune di Reggio per farci dare le piante dell’area (sotto giuramento, firmando un contratto blindato che praticamente ci vieta di farne qualsiasi uso – anche solo di guardarle), Studio di Baricchi per un paio d’ore di chiacchiere e idee progettuali varie (il tutto lanciando commentini sarcastici sul buon Rosaldo che anche Baricchi concorda nel definire “un pirla”), casa, pasto frugale in stazione (rustichella e acqua naturale), treno, altra casa (arrivo ore 21:30). Poi martedì (cioè ieri) la sorpresa, la cosa più temuta da noi giovini quasi architetti in erba: la super-consegna pre-natalizia di Interni. Per martedì prossimo vogliono piante delle aree prescelte al 500 e al 200 (e sono 4 le aree), prospetti del contesto (e dove cazzo li trovo???), idee progettuali (e dove cazzo le trovo???), schizzi, ricerca storica, indagine tipologica (che dopo quattro anni pieni a studiare architettura non ho ancora capito a che cazzo serve) e relazione finale, il tutto possibilmente corredato di grafica accattivante e ben studiata. Per martedì prossimo. E questa consegna ha una particolare valenza simbolica: deve assolutamente fare colpo sul professore, in modo che si innamori di noi e del nostro progetto al punto da proporci di fare la tesi con lui (ed evitare nel contempo il buon Rosaldo, che come relatore di Tesi non voglio neanche pensare come si possa comportare). Nel frattempo c’è il solito compito di matematica che avrei venerdì (e per il quale secondo voi ho iniziato a studiare? Risposta ovvia: no). Poi devo farmi venire un’idea geniale da proporre al prof di fotografia venerdì pomeriggio. E cominciare a fare foto. E come se non bastasse domani devo anche andare dal buon Rosaldo per commettere un reato (la circonvenzione di incapace) in modo che la smetta di rompere i maroni e ci lasci lavorare in pace con Baricchi senza tirare fuori le sue cazzate. Insomma. Ore di sonno previste da oggi a venerdì 21 dicembre: cinque (5). Si comincia! Non esisto per nessuno fino a Natale!


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permalink | inviato da ScarletMilk il 12/12/2007 alle 18:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Download Aggiornamenti #1: POLITECNICO
post pubblicato in Diario, il 16 ottobre 2007

Noi esperti slalomisti degli ostacoli che l’Istituzione “Università” posiziona tra noi e l’agognato riconoscimento. Noi che abbiamo subito ogni sorta di violazione a ogni tipo di codice, da quello penale a quello di Hammurabi. Noi che ogni anno ci ostiniamo a pagare tasse universitarie per ricevere un’istruzione nella maggior parte dei casi mediocre. Insomma noi sfigati che ancora crediamo che ci vuole una laurea per fare qualcosa. Come si può intuire dal retrogusto all’acido muriatico, quel birichino del Politecnico ne ha combinata un’altra delle sue, l’ennesima. È un po’ come un bullo delle medie: ti prende per il culo. Lancio un appello a tutti quei disgraziati che volessero iscriversi, negli anni a venire, al prestigioso istituto: non fatelo. Una piccola nana bionica, una sorta di Memole che al posto del cappello rosso molto buffo sfoggia una parte del cranio in titanio, vi farà credere che tutto è bello e che siete nel posto giusto. Non è vero! Non ascoltate i deliri della Sirena di Ulisse, che parla solo perché tira troppa coca. E se chiederete informazioni alla Segreteria (sprovveduti che non siete altro) fate il più grosso errore della vostra vita. L’unica persona che sa qualcosa in quella specie di Ministero è il portinaio (come al solito). Chiedete a Mimmo. Ma nonostante la provvidenziale presenza di Mimmo la vostra vita sarà comunque rovinata, quindi risolviamo il problema alla radice. Come quando uno comincia a diventare pelato e si rasa a zero perché fa figo. Non iscrivetevi al Politecnico. Non fatelo. Davvero.


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permalink | inviato da ScarletMilk il 16/10/2007 alle 22:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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