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Autobiografia tragicomica
einsteigen bitte, zurück bleiben bitte
post pubblicato in Diario, il 30 settembre 2009

Ogni volta è un trauma andarci. O meglio, ogni volta è un trauma andarsene.
Restano le impressioni, ma soprattutto la voglia di tornarci. E vi si lascia un pezzettino di anima.
Il sommesso ed educato chiacchierare della silenziosa U-Bahn. La torre di Alex, che si vede da ogni angolo. Prenzlauerberg e i suoi viali alberati. Friedrichshain e il suo aspetto riciclato. I palazzi di vetro. E quelli di pietra, con i buchi delle mitragliatrici. I cantieri infiniti di una città in eterno divenire, senza un centro e quindi con molti centri. Il fiume. L'odore dei treni. Il cielo.
Tutto contribuisce a creare quella sensazione piacevole che si prova, di essere a casa. Nonostante sia una città difficile, enorme, a tratti spiazzante e incomprensibile.
O la si ama o la si odia, non ho mai sentito un parere che mediasse tra il nero e il bianco. Berlino è così. Berlino è. E se tu non ti adatti a lei, una vecchia signora saggia che ne ha passate veramente troppe, di certo non sarà lei a venirti incontro. Pretende il corteggiamento, non è frettolosa. Ma se assapori una sola volta l'atmosfera, se per un istante fai lo sforzo di sentirti solidale con il suo movimento, te ne innamori perdutamente e non puoi più farne a meno.

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permalink | inviato da ScarletMilk il 30/9/2009 alle 22:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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